Un episodio di violenza si è consumato ieri mattina presso la Capitaneria di Porto a Castellammare di Stabia. G.A. ha fatto irruzione nell’ufficio di polizia giudiziaria e ha aggredito un militare colpendolo ripetutamente. L”aggressore è stato bloccato grazie all’intervento dei colleghi del sottufficiale. Successivamente è stato accertato che G.A. è legato da un vincolo di parentela molto vicino a uno dei 113 indagati finiti nella “rete” della maxi inchiesta sulla pesca di frodo dei datteri di mare che nella giornata di mercoledì si è conclusa con l’emissione di diverse ordinanze di custodia cautelare dopo lunghe e meticolose indagini. Violenze e minacce di morte le hanno subite anche i militari impegnati nel blitz scattato all’alba che ha portato all’arresto di: Luca Visco titolare di una pescheria alla periferia di Castellammare. Secondo gli inquirenti Visco faceva parte della banda dei datteri a capo della cui organizzazione c’era la famiglia Viola; Ciro Amodio, 49 anni, Luigi Auletta 52 anni, Catello Avella 50 anni, Antonio Del Gaudio 63 anni, Salvatore Libero 61 anni, Elpidio Viola 53 anni e con loro Giuseppe Viola di Pompei. Ai domiciliari Luciano Donnarumma, 38 anni, Francesco Mosca 51 anni, Pasquale Guarino di 65 anni, Catello Massa, 52 anni, Luca Visco, 40 anni tutti di Castellammare e poi Gaetano Guarro, 60 anni di Torre Annunziata, Catello Viola 45 anni di Pompei, Vincenzo Viola 41 anni di Torre Annunziata, Raffaele Auletta 33 anni di Sant’Antonio Abate, Carolina Balzano 43 anni di Boscoreale, Diego Visone 41 anni Napoli. L’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha smantellato un organizzazione criminale, che vede tra gli altri 21 indagati accusati di devastazione ambientale, anche i ristoratori e i titolari delle pescherie che commercializzavano i datteri e le vongole al veleno pescate alla Foce del Sarno. Un affare da 100 mila euro al mese. A denunciare le aggressioni ai militari è il Parco Marino Punta Campanella che ha
espresso la «solidarietà, e la ferma condanna di tali atteggiamenti vili e violenti che non possono restare impuniti». Uno dei militari colpiti durante il blitz è stato trasportato in ospedale.

Per la vicenda stabiese l’uomo, secondo quanto reso noto da un comunicato della Capitaneria di Porto, si è introdotta nei locali della Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, forzando il servizio di controllo posto al Corpo di guardia, per poi successivamente dirigersi presso l’Ufficio di Polizia Giudiziaria, dove, una volta introdottosi, si scagliava con veemenza ed impeto contro uno dei Sottufficiali che al momento erano presenti in tale ambiente, colpendolo ripetutamente con diversi pugni allo sterno. Solo l’immediato intervento degli altri militari presenti all’interno dell’Ufficio è riuscito a scongiurare ulteriori percosse o danni al Sottufficiale oggetto di tale atto di violenza fisica. Nel corso delle concitate fasi, volte a separare le due persone, il personale militare intervenuto era anch’esso oggetto di percosse da parte di tale persona, ed al fine di scongiurare ulteriori danni fisici ai militari intervenuti si procedeva ad immobilizzarlo. Per l’aggressore sono stati disposti gli arresti domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo nella giornata di venerdì 30 Luglio.
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