Con le vacanze estive ormai alle porte il circuito imprenditoriale ( lidi balneari, ristoranti, alberghi) si scopre sguarnito di lavoratori stagionali. Da Nord a Sud i datori di lavoro si trovano in difficoltà nel reperire cuochi, lavapiatti, bagnini, camerieri, malgrado, come ad esempio in Versilia, offrono contratti di 3-4 mesi anche di 1.500-1.600 euro al mese. Spostandoci al Meridione invece c’è chi imputa al Reddito di Cittadinanza o ad altri strumenti di welfare, a disincentivare i lavoratori, ignorando l’alto tasso di illegalità che aleggia sul sistema.
Sulla pagina Stabiesi 100%, uno dei social contest più attivi sul territorio di Castellammare di Stabia e oltre confine, è stato postato un annuncio rivolto agli imprenditori per la ricerca di figure specifiche. In 24 ore la pubblicazione ha raggiunto oltre 30mila utenti. Risposte? Zero. Nessuno ha fatto esplicita richiesta di personale d’assumere in base ai requisiti richiesti, in primis riconoscere al lavoratore la copertura previdenziale, un contratto d’occupazione.
Questo in netto contrasto con gli annunci apparsi in questi giorni sul web nei quali – imprenditori disperati – lamentavano la difficoltà di trovare personale stagionale, ma soprattutto che a disincentivare i lavoratori fossero i sussidi. Ma i centinaia di episodi di ordinario sfruttamento
raccontano tutt’altro. L’occupazione irregolare interessa ogni settore, vittime passive sono soprattutto i giovani ma anche adulti. Schiavitù moderna significa non poter usufruire neanche di un giorno libero a settimana; significa svolgere una mansione oltre l’orario effettivo di lavoro, pagata meno della metà della paga oraria prevista per legge ovvero circa 10 euro l’ora (minimo orario intercategoriale stagionale); significa accettare il “fuori busta” (quando quest’ultima c’è); Lo sfruttamento non può essere chiamato lavoro. Le imprese disponibili ad investire sul capitale umano devono assicurare ai precettori un regolare contratto, tutti i diritti e i doveri che ne conseguono perchè lavoro significa prima di tutto dignità.





















