giovedì, 25 Febbraio 2021

Salerno, un milione di euro in contanti nascosti in casa scoperti dalla Guardia di Finanza

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Un milione di euro in contanti, a tanto ammonta il denaro rinvenuto e sequestrato dai Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno, durante la perquisizione nell’abitazione del padre di un noto imprenditore dell’ Agro – nocerino – sarnese.

L’intervento è stato eseguito nell’ambito di un’articolata indagine, coordinata dai Sostituti Procuratore Dott. Davide Palmieri e Dott. Angelo Rubano della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, nei confronti di una società di Castel San Giorgio (SA), tra le più importanti a livello nazionale nella distribuzione dei carburanti.

Nel corso degli approfondimenti delegati alla Guardia di Finanza di Salerno, è emerso il ruolo chiave dell’impresa in un complesso meccanismo di evasione dell’IVA, che le aveva consentito di immettere in commercio benzina e gasolio a prezzi altamente vantaggiosi.

Nello specifico, l’imprenditore si avvaleva di una serie di società “cartiere” (sparse su tutto il formalmente amministrate da semplici prestanomi) che, attraverso la territorio nazionale, presentazione di documenti commerciali falsi, sfruttavano un particolare regime fiscale (i cosi detti “esportatori abituali?”) per acquistare il prodotto in esenzione di imposta.

Le Fiamme Gialle hanno svolto meticolosi accertamenti per ricostruire la fitta trama dei commerci illeciti posti in essere da rappresentanti legali, soci e consulenti delle diverse imprese coinvolte.

Ed è proprio durante una delle perquisizioni delegate, a casa del padre del principale indagato, che gli investigatori hanno rinvenuto denaro contante per oltre un milione di euro, occultato nei posti più disparati, sotto il materasso ed addirittura all’interno di contenitori di biscotti. D’intesa con questa Procura, l’intero importo è stato sequestrato dalle Fiamme Gialle ritendendosi lo stesso quale provento del delitto di evasione fiscale, anche alla luce delle inconferenti ed inattendibili giustificazioni addotte dal detentore, a carico del quale è quindi scattata l’accusa di ricettazione.

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