venerdì, 23 Aprile 2021

Calcio, è morto Paolo Rossi. Simbolo di una Nazionale storica

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Lo sport perde un’altra icona storica del calcio: si è spento Paolo Rossi. Il calciatore, ruolo attaccante, Campione del mondo con la nazionale italiana nel 1982 aveva 64 anni. Conosciuto nell’ambiente calcistico con il nome di Pablito, è il simbolo di una Nazionale azzurra che ha fatto la storia: in un’estate rovente del 1982 in Spagna si giocano i Mondiali, con l’Italia di Enzo Bearzot, la squadra all’inizio non entusiasma, lenta, poco scattante poi la svolta. Nella seconda fase a gironi segna tre gol al Brasile di Zico, Socrates e Falcao, vince contro l’Argentina di Maradona; la Polonia di Boniek, alla quale Rossi segnò una doppietta in semifinale, batte la Germania Ovest di Rummenigge in finale. L’11 luglio 1982  “Pablito”, torna in Italia da capocannoniere, con ben sei gol messi in rete. Lo stesso anno riceve il Pallone d’Oro. Dopo il Mondiale in Spagna, Rossi vestirà per altre tre stagioni la maglia della Juventus, vincerà un altro scudetto, una Coppa Italia, una Coppa delle Coppe, una Super coppa Uefa e una Coppa dei Campioni.

Nato a Prato il 23 settembre 1956, Paolo Rossi insieme al fratello Rossanno, seguono le orme del padre Vittorio, ex ala destra del comune toscano, inizia a giocare a calcio a nove anni. Un ruolo neutro nella squadra locale – Santa Lucia – organizzata dal medico del paese, il dottor Paiar. A 16 anni entra nelle giovanili della Juventus. E’ l’inizio della scalata dell’olimpo calcistico. Una passione diventata negli anni una carriera. Un amore che Pablito riversa nel testo di una canzone scritta nel 1980 –  Domenica, alle tre –

Nel 1987 Rossi  a 30 anni, appende le scarpette al chiodo, lascia il calcio, ma la sua elegante figura appare e scompare, dalla politica allo sport, fino alla televisione il nome Paolo Rossi ha sempre una risonanza unica; nel 1999 è stato candidato alle elezioni europee per Alleanza Nazionale, nella circoscrizione Nord-Est. L’anno dopo si candida alla presidenza della Lega Pallavolo Serie A femminile, senza tuttavia essere eletto. Nello scenario in televisione è stato opinionista per varie emittenti italiane  Sky Sport, Premium Sport e Rai. Gesta storiche, vittorie, affetti, una vita quella di un grande campione  cancellata per sempre da un tumore ai polmoni.

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