Lorenzo Vieri è uno stimato geometra di Prato, un anno è mezzo fa ha perso suo figlio Guglielmo. Il neonato ha un mese e dodici giorni di vita quando nel 2019 è deceduto per arresto cardiaco, come conseguenza di una grave malformazione congenita alla testa. Il 9 ottobre 2020 l’Asl Toscana Centro, Ospedale di Prato, recapita a Vieri una busta con al suo interno il referto dell’esito del tampone (positivo) rinofaringeo per il virus Sars-Cov-2 fatto al neonato con tanto di numero di richiesta e identificativo del paziente. Per l’azienda sanitaria il piccolo, nato il 10 febbraio 2019 all’ospedale Careggi di Firenze, morto il 22 marzo 2019, dopo diversi giorni di ricovero nella terapia intensiva dell’ospedale Meyer di Firenze, avrebbe eseguito il tampone il 29 settembre 2020, 18 mesi dopo la morte di Guglielmo. Il papà del neonato precisa che nel documento si specifica il codice fiscale del bambino, l’età (1 anno) e l’esatta data di nascita. Non ci troviamo dunque davanti a un caso di omonimia ma a un clamoroso errore avvallato dal fatto che Vieri non si è mai recato all’ospedale di Prato. La vicenda potrebbe avere uno strascico giudiziario, se il geometra presenterà una denuncia alla Procura della Repubblica. Il Ministero della salute riferisce ogni giorno i numeri sui tamponi eseguiti. Che attendibilità possono avere quei numeri se dentro hanno inserito anche quello di bimbo deceduto 18 mesi fa? Un errore umano? Quanti ne saranno stati commessi in questi sette mesi?
Toscana: l’Asl le comunica la positività del figlio. Ma il neonato è morto nel 2019




















