“Se io ho 94 anni e sono cardiopatico, ho il diabete, ho una bronchite cronica e me ne vado al Creatore, il coronavirus mi ha accompagnato nel viaggio, ma niente di più. Nella maggior parte dei casi le morti sono intervenute per altre ragioni”. Così il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca il 26 Febbraio 2020 parlava alla stampa sulla necessità di non diffondere allarmismi inutili rispetto al numero di morti già accertate nel nostro Paese causate dal Covid 19. Affermazione che oggi pone molti dubbi sull’operato del Presidente che nel corso della consueta diretta del venerdì ha annunciato un altro lockdown
“Siamo chiamati a prendere decisioni forti, definitive, efficaci. La situazione è pesante. Ogni giorno rischia di aggravarsi l’epidemia. Non c’è più un’ora di tempo da perdere. Perfino l’ordinanza di oggi è superata dai contagi. Chiesto lockdown su tutta Italia. Chiudo però prima tutto in Campania. E’ giusto per noi. Chiudo tutto tranne attività industriali, agricole, agroalimentare, edilizia. Come marzo, febbraio, aprile. Blocchiamo mobilità anche tra comuni, non solo tra province. Tentiamo di difendere le attività produttive per quanto possibile. Oggi siamo ancora in tempo, situazione pesante ma non tragedia, ma siamo a un passo dalla tragedia.“ Una tragedia non prevista a Febbraio, non avvertita a Settembre quando il popolo campano chiamato alle urne lo ha riconfermato alla guida della Regione con il 70% dei consensi.
La Campania dunque potrebbe tornare nel dramma visto in primavera, lo scenario a orizzonte è una catastrofe economica più che sanitaria. Uno stillicidio alimentato in questi mesi da ordinanze dettate dal potere indiscusso del neoeletto Presidente, che assume toni dittatoriali, appare dispotico, poco comprensibile in democrazia, parla in nome di una salvezza alla quale gran parte della popolazione si aggrappa, speranzosa che grazie alle restrizioni, al coprifuoco, il covid 19 non li contagi.

La realtà potrebbe essere molto diversa se analizzando i fatti si tenesse in considerazione il rapporto tra soggetti positivi e soggetti asintomatici. Oggi, 23 ottobre 2020, il bollettino registra 2.280 casi positivi di cui 100 sintomatici e 2180 asintomatici.
“Non dobbiamo bloccare l’industria, l’agricoltura, l’edilizia, trasporti su agroalimentare, ma ovvia la ricaduta economica. Si chiude in Campania, oggi unica discussione da fare è su piano di misure socioeconomiche di aiuto alle categorie colpite”. Ha aggiunto il Presidente, ignorando quel Giano bifronte che guarda da un lato all’inefficienza delle strutture mediche e ospedaliere e l’altro che osserva con altrettanta preoccupazione la situazione economica. La disoccupazione sta crescendo e i profitti delle aziende stanno crollando, mancano i supporti economici per permettere un’ennesima chiusura delle attività, un’altra clausura sarebbe solo la cronaca di una morte annunciata.




















