Una leucemia ha strappato alla vita Alberto Acanfora, macellaio 38 anni, era uno dei tanti guerrieri che l’anno scorso hanno lottato invano per impedire l’abbattimento della propria casa. Abitazioni da demolire, abusive per la legge, ma “magicamente” in regola: al momento della vendita agli acquirenti, in regola per i notai, per le banche che rilasciano mutui e prestiti, per i Tribunali che le vende all’Asta, per il Comune di Terzigno che chiede il pagamento dei tributi. Alberto era una vittima di questo sistema, che si potrebbe definire un’associazione a delinquere a 360 gradi. Sposato e padre di tre figli, aveva acquistato a un’asta giudiziaria del Tribunale di Nola l’abitazione in via Panoramica nel 2017, dopo un anno arriva l’ordinanza di abbattimento: il lotto è abusivo. Inizia l’odissea per Alberto come per le altre 14 famiglie accomunate dallo stesso destino. La vicenda è stata portata alla ribalta della cronaca nazionale in primis dalla pagina Stabiesi al 100%, grazie alla vicinanza fisica e morale di Genny Manzo che con Alberto aveva intrapreso un rapporto amichevole. Inutile ogni appello fatto alle Autorità competenti, inutile ogni palese dimostrazione d’innocenza, ogni insensato coinvolgimento burocratico, il 15 Novembre 2019 le gru iniziano l’abbattimento. A quasi un anno dagli eventi la vita ha messo di nuovo Alberto sul piede di guerra stavolta contro la morte. Un calvario condiviso con tutta la sua famiglia da quando il male si è manifestato in tutta la sua aggressività senza alcun preavviso: è stato davvero fatto tutto il possibile, tentato di tutto, per strapparlo ad un destino crudele e ingiusto.