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Per far fronte ai problemi economici legati al coronavirus i comuni ad Aprile hanno dato avvio alla consegna dei ticket per le famiglie in difficoltà, finalizzati all’approvvigionamento di generi alimentari e beni di prima necessità: vietato acquistare profumi, alcolici e beni di altra natura. Ieri invece a Sarno in un supermercato a Sud del paese alcune persone hanno pensato di pagare con il sostegno economico del Comune una piscina. Giustamente la cassiera si è rifiutata. Il Capo dipartimento della Protezione Civile con l’ORDINANZA 29 marzo 2020 n.658 Art.1 a titolo di misure urgenti di solidarietà’ alimentare in relazione alla situazione economica determinatasi per effetto delle conseguenze dell’emergenza COVID-19, ha disposto lo stanziamento di misure urgenti di solidarietà dietro l’erogazione di buoni spesa. Alle domande presentate al Comune dovrebbe seguire l’accertamento da parte dell’autorità competente, verificare lo stato di assoluta difficoltà economica del richiedente per poi proseguire, appurata la veridicità, alla formazione di una graduatoria degli ammessi al beneficio e, ultimo step, erogare i ticket. La notizia potrebbe apparire irrilevante ai fini informativi, ma alla luce dei fatti le riflessioni potrebbero essere tre: chi ha ricevuto i buoni spesa vive realmente una situazione economica disagiata? Chi ha accettato la richiesta degli stessi ha fatto controlli capillari in merito all’isee o si è mosso per sommi capi? In ultimo. L’acquisto di una piscina è prioritario davanti a un piatto vuoto o questo piatto è stato sempre pieno?…

N.M.