A Sarno il Venerdì Santo all’alba le strade si animano di un brusio. Sono i canti aulici intonati dai fedeli che fanno tappa davanti ai Sepolcri del paese, accompagnano le processioni dette anche croci, in riferimento alle croci di legno, simbolo di rinnovamento spirituale, che caratterizzano il corteo dei paputi. La processione degli incappucciati è uno dei più antichi riti pasquali del paese alle falde del Monte Saro. Ogni confraternita si distingue dal colore delle cappe: i bianchi la rinascita a nuova vita proprio come la Santa Pasqua, i marroni sono i francescani che seguono il corteo indossando il saio, ma a viso scoperto, i rossi simboleggiano il sangue, la sofferenza patita da Cristo in croce, sono i “superiori”, la croce di San Matteo, punto cardine del rito. Il Borgo che sovrasta il paese nello scenario religioso delle croci rappresenta l’ascesa di Cristo al Monte Golgota; il passaggio della vita di Nostro Signore. I paputi sostano davanti a croci lignee e proseguono il cammino fino a circa mezzogiorno. Questa’anno causa l’emergenza coronavirus i riti pasquali sono stati vietati. Tempio della fede la casa dove i cristiani preparano e rinnovano il sacrificio di Cristo allestendo Sepolcri e altari.
N. Macri

