L’aumento dei prezzi dei generi alimentari è uno dei primi effetti del coronavirus. Secondo i dati diffusi dall’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) il costo dei prodotti da carrello -cibo, prodotti per l’igiene personale e per la cura della casa cresce a marzo dell’1,2 per cento rispetto allo 0,3 del mese di febbraio. Un aumento su larga scala notato dai consumatori su tutto il territorio. In paese c’è chi ne approfitta e ha pensato bene di rincarare i costi, senza alcun motivo. Come nel caso di un supermercato affiliato a Nord di Sarno dove sono stati trovati pasta, farina, uova e altri generi alimentari di prima necessità a prezzi raddoppiati. Il titolare del punto vendita incriminato avrebbe anche omesso per giorni le promozioni a scaffale ovvero ha evitato la divulgazione, seppur solo all’interno del market, dei volantini promozionali indicati dall’azienda madre. Aumenti e rincari ingiustificati, comportamenti di natura speculativa, in momenti così drammatici, sono intollerabili e inaccettabili perché vanno ad aggravare i troppi disagi, anche economici, dei cittadini già duramente provati dall’epidemia. Le manovre speculative su merci è un reato che prevede fino a 3 anni di carcere e multe fino a 25mila euro. I cittadini sono tenuti a segnalare alla Guardia di Finanza i prezzi sospetti e gli aumenti ingiustificati così da creare una rete che atta a intensificare i controlli.