Città, paesi, vuoti e silenziosi, da Nord a Sud uno scenario unico che presto potrebbe essere archiviato per sempre o quasi. Il 4 maggio è alle porte, il Governo è attivamente al lavoro, sul tavolo si studiano manovre e direttive per convogliare gli italiani nella fase 2. I dati nazionali sono confortanti, il contagio rallenta la sua corsa rispetto alle settimane precedenti ma non bisogna ancora abbassare la guardia: il nemico è dietro l’angolo. Il piano allo studio del Presidente Conte è improntato alla massima cautela, un allentamento graduale, aperture omogenee su base nazionale, distanziamento sociale, utilizzo di mascherine e guanti fino a quando non saranno disponibili una terapia o un vaccino. Potremmo uscire in coppia e fare sport, allontanarci da casa, andare a trovare i parenti, al parco, evitando gli assembramenti. Per bar, ristoranti, concerti, scuola bisognerà aspettare, così come per muoversi tra comuni e regioni. Misure graduali anche per le aziende che garantiscano la sicurezza sul posto di lavoro: accessi limitati, termoscanner, distanziamento sociale previsti sui mezzi pubblici. Al vaglio anche la ripartenza del campionato calcistico: le società premono per la fine della stagione. Quanto possa essere rischioso lo ricorda Romelu Lukaku giocatore in forza all’Inter che oggi rivela:” a gennaio avevamo tutti tosse e febbre”.



















