C.mare di Stabia: “Io papà separato in tempi di coronavirus”

Il coronavirus ha praticamente congelato il mondo, la libertà individuale limitata a poche azioni necessarie: la spesa, il lavoro, motivi urgenti. L’emergenza epidemiologica ha stravolto consuetudini, moralità, piani futuri. Ha interrotto legami sentimentali, affettivi, come quello tra un genitore divorziato e i figli. La bigenitorialità al telefono, le video- chiamate, accorcerebbero le distanze ma non potranno mai sostituirsi al calore di un abbraccio. Quell’abbraccio che tanto mancava a A.C., genitore divorziato di Castellammare di Stabia.  Prima della pandemia si è sempre attenuto agli accordi raggiunti nel giudizio di separazione sulle frequentazioni padre-figlio, poi tra un decreto e l’altro, autocertificazioni cambiate continuamente, forze dell’ordine che applicano e interpretano in modo asimmetrico la “normativa”, è caduto in un limbo, chiedendosi mille volte se gli spostamenti finalizzati a prendere e a riportare il figlio all’ex consorte, o semplicemente vederlo sotto casa, potessero considerarsi o meno spostamenti “necessari”e, dunque, fossero o meno leciti. Intanto i giorni passano e quell’unione spezzata dal -veleno- diventa sempre più sofferta fino a domenica quando A.C. corre dal figlio. Un incontro fugace, toccante, racchiuso in abbraccio interminabile, antistante l’ingresso di un palazzo, soli in una Castellammare deserta, ma tanto, tanto uniti.
Il codiv -19 limita, uccide, ma non annienta l’amore genitoriale. Il Governo ha precisato, nelle sue FAQ istituzionali, che “Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche da un Comune all’altro. Tali spostamenti dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori. È bene portare con sé l’autocertificazione con il motivo dello spostamento e il provvedimento del Tribunale o di negoziazione assistita o l’accordo scritto tra i genitori in caso di separazione di fatto e adottare tutte le opportune precauzioni che limitino il rischio di contagio. In questo caso bisogna distinguere a seconda che le visite vadano effettuate all’interno dello stesso Comune oppure di un Comune diverso da quello di residenza. Nel primo caso, lo spostamento rientra nelle “situazioni di necessità”. Nel secondo caso, invece, le nuove regole parlano di “assoluta urgenza”. Tuttavia, non è specificato, se nella dicitura rientri anche il diritto di visita. Pertanto, si suggerisce di precisare nell’autocertificazione l’esercizio del diritto di frequentazione, allegando una copia del provvedimento di separazione o divorzio dal quale risultino i giorni di visita fissati dal tribunale. Tuttavia, il diritto di visita deve essere limitato solo se strettamente necessario per limitare il contagio. Una recente sentenza emanata dal Tribunale di Milano con provvedimento dell’11 marzo 2020, ha prescritto ai genitori di attenersi agli accordi raggiunti nel giudizio di separazione sulle frequentazioni padre-figli, nonostante i genitori abitassero in due Comuni diversi, motivando: l’art. 1 domma 1, lett. a), DPCM 8 marzo 2020, n. 11 non preclude l’attuazione delle disposizioni di affido e collocamento dei minori e consente gli spostamenti finalizzati a rientri presso la residenza o il domicilio, cosicché nessuna “chiusura” di ambiti regionali può giustificare violazioni di provvedimenti di separazione o divorzio vigenti; Ovviamente, il genitore che esercita il diritto di visita deve farlo responsabilmente, nel rispetto della normativa vigente ed evitando di esporre i minori a rischi di contagio: quindi, per esempio, trasportando i figli con mezzi idonei, non mettendoli in contatto con terze persone e adottando tutte le cautele che l’attuale emergenza sanitaria richiede. Conclusione: il padre deve poter vedere i figli secondo il calendario previsto, coronavirus o no. Quel che il decreto del Tribunale non dice, e non può dire, riguarda  quel passaggio in più che non potrà mai dipendere da nessun giudice ma che fa appello alla coscienza di ciascuno, ma questa è un’altra storia…

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