Il vortice giudiziario che ha travolto la catena dei supermarket Sole 365 riconducibili al gruppo imprenditoriale con a capo Giuseppe D’Auria sta proseguendo inarrestabile. Stamattina negli uffici della Procura di Nocera Inferiore l’interrogatorio dell’indagato, da due giorni agli arresti domiciliari. Domande rivolte dal Gip al re della distribuzione lasciate senza risposta: il 69 enne, al quale sono contestati 41 capi d’accusa da 36 parti offese, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Intanto ulteriori dettagli sarebbero emersi dalle indagini, coordinate dal sostituto procuratore della repubblica nocerina Angelo Rubano e condotte congiuntamente da carabinieri e guardia di finanza: oltre all’imprenditore nel registro degli indagati a piede libero sarebbero finiti cinque collaboratori, responsabili di altrettanti punti vendita: Carmine Cimmino, Anna Spiniello, Silvio Silvestri, Anna Pecorelli e Ciro Petrosino. Avrebbero «concorso» nelle varie estorsioni ai danni dei colleghi anche se per il gip è possibile che «il loro atteggiamento corrispondesse a una direttiva di D’Auria su come trattare i dipendenti per massimizzare il profitto aziendale».Nell’ordinanza del
gip Danise su D’Auria si legge ancora: “Spreme i suoi dipendenti come limoni, pretendendo prestazioni superiori a quelle previste dal contratto di lavoro. Chi non ottempera viene licenziato. Il metodo è sempre lo stesso: riprendere il dipendente fino a quando, esasperato, non si dimette. Questa è solo un’infarinatura, per descrivere quello che accade in quel supermercato ci vorrebbe un mezzo libro”. Parole che lasciano l’amaro in bocca, rabbia, sconcerto, atteggiamenti repellenti messi in atto dallo schiavista sul quale aleggia anche l’ombra dell’abuso sessuale consumato su una donna nel 2014, fino al ricatto del posto di lavoro per ottenere voti a favore della figlia, candidata alle comunali di Nocera Superiore.





















