Prima la sospensione, poi la firma sull’atto apposta dalla dirigente del personale Sabina Minucci, che lo ha lasciato a casa senza stipendio, infine il licenziamento. E’ costata cara a P.D.M., dipendente dell’ufficio Stato Civile, del Comune di Castellammare di Stabia, sezione distaccata di via Libero d’Orsi, dispensato dal posto di lavoro per falsa attestazione della presenza in servizio. Le indagini portate avanti dagli inquirenti hanno accertato che il dipendente era solito passare il badge all’ingresso per poi allontanarsi dal luogo di lavoro per occuparsi di altro. Un'”abitudine” perpetrata da tempo smascherata lo scorso ottobre finita con una sentenza tombale. La normativa vigente sul pubblico impiego – spiega Arpav in una nota – impone un regime più restrittivo sui procedimenti disciplinari conseguenti a comportamenti inquadrabili come nella “falsa attestazione della presenza in servizio”. Quando tale falsa attestazione è in flagranza ovvero accertata da strumenti di
sorveglianza o di registrazione, deve essere disposta l’immediata sospensione cautelare e la sanzione prevista è quella del licenziamento senza preavviso. I termini per la contestazione dell’addebito e per la conclusione del provvedimento sono fortemente ridotti per consentire alla PA azioni tempestive ed efficaci»



















