Il vaso di Pandora scoperchiato dalla Guardi di Finanza a conclusione delle indagini sui concorsi truccati per entrare nelle forze armate ha portato alla luce una realtà, che purtroppo da anni riguarda il sistema. Un intreccio di segnalazioni, promesse, indicazioni, per arrivare al Dio raccomandazione. Gli aspiranti carabinieri, poliziotti, guardie penitenziarie, ecc…venivano a conoscenza delle risposte ai test d’ingresso grazie alla complicità di sottufficiali, ufficiali, dipendenti ministeriali. Quiz ceduti dietro il pagamento di laute somme di denaro. Mediamente 15 mila euro, ma in alcuni casi, come il concorso per Allievo Maresciallo nei carabinieri, la cifra salirebbe fino a 30 mila euro. Le indagini sono partite dopo la denuncia di un ragazzo, (oggi coincidenza entrato a far parte della polizia di stato). Il giovane denunciò nel febbraio del 2016 di essere stato avvicinato dal Generale di Brigata Luigi Masiello il quale gli propose di comprare i risultati dei quiz al concorso per Allievo Maresciallo nell’Arma dei Carabinieri bandito nel 2015- 2016. Una folata di vento diventata una tromba d’aria ha dato inizio alle indagini messe in campo dagli uomini del Nucleo di Polizia Economica Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, guidati dal comandante Domenico Napolitano, condotte dal PM Giancarlo Novelli. L’operato dei militari si è concentrato sul concorso per volontari in ferma prefissata di 4 anni (VFP4), indetto dall’esercito nel febbraio del 2016, che consentiva ai vincitori di poter accedere ai corpi militari. Nel vortice delle divise raccomandate sono finiti, grazie a intercettazioni telefoniche, dichiarazioni di persone coinvolte a vario titolo, il Generale in pensione Masiello, Claudio Testa di Roma, ingegnere artefice degli algoritmi truccati, Giuseppe Zarrillo di Marcianise, dipendente civile del ministero della Difesa; Fabio Ametrano di Castellammare di Stabia, militare della marina Militare; Angelo Annunziato di Avellino, militare esercito italiano; Ciro Auricchio di San Giuseppe Vesuviano, militare esercito italiano; Stefano Cuomo di Vico Equense, militare del corpo delle capitanerie di porto; Rocco D’Amelia di Pagaani, ex vfp1 dell’esercito italiano; Massimo Di Palma di Napoli; Giuseppe Claudio Fastampa, (ispettore in congedo della Finanza); Ciro Fiore (colonnello esercito in quiescenza); Domenico Fiume di Castel San Giorgio; Francesco Interra (ex vfp1); Raffaele Russo di Villaricca, titolare di scuola di formazione; Sabato Vacchiano di Avellino, militare esercito italiano, Efisio Fiorenza, maresciallo dell’esercito di Castellammare
di Stabia, 43 concorrenti ritenuti avvantaggiati dalle soffiate e dalle tracce date in modo clandestino. Ci sono 30 immessi nell’esercito: 5 nell’aeronautica, 4 nella Marina militare. In tutto sarebbero circa 150 gli avvisi di conclusione delle indagini notificati a militari, candidati, loro familiari, per tutti i i reati contestati sono: associazione per delinquere, corruzione, rivelazione di atti coperti da segreto d’ufficio, ma anche millantato credito, truffa aggravata ai danni dello Stato, ricettazione. Una truffa che ha aperto a molti giovani le porte di un futuro lavorativo illegalmente. Chiuso a tantissimo la possibilità di accedere meritevolmente a una carriera agognata dopo aver prestato servizio nell’esercito per 4 anni, in corpi militari come La Brigata paracadutisti “Folgore” e essere mandati a casa dalla psicologa di turno al concorso per aspiranti carabinieri perchè a suo parere l’aspirante risultava dalla sua valutazione INSICURO. Può mai essere insicuro un ragazzo addestrato seguendo il modulo KS, (che ha pochi eguali nelle Forze Armate), ,selezionato dopo i corsi di specialità con le tecniche di protezione NBC, affinchè ogni individuo raggiunga un livello efficiente, autostima, uniformità di conoscenze, di comportamento, garanzia di sicurezza, caratteristiche importantissime per il futuro utilizzo delle armi in dotazione e i lanci da effettuare? Si se non si percorre il giusto pellegrinaggio che porta al Dio raccomandazione.



















