Arrivano da EURONAVAL Le Bourget, salone nautico di Parigi, i dettagli sull’accordo nato tra Fincantieri e Naval Group. I due campioni europei del settore sono arrivati a un’intesa dopo un lungo lavoro iniziato nel settembre del 2017 nel corso del vertice franco-italiano di Lione. Plaudono all’accordo, i rispettivi Governi, hanno annunciato l’intenzione di facilitare la creazione di un’industria navalmeccanica europea più efficiente e competitiva e di rafforzare la loro cooperazione navale militare. Competere con cantieri nautici mondiali come i cinesi, i giapponesi, i coreani e i russi non è cosa facile, l’unione Fincantieri e Naval Group nasce principalmente per combattere i “nemici”. I due poli cantieristici, malgrado vantano una storia centenaria nel settore, sono due realtà piccole europee, considerando l’andamento economico mondiale, con l’impero asiatico ( vedi Cina e Giappone) che fa da volano in quasi tutti i settori grazie anche alla prezzo delle commesse molto basse, e pratiche distorsive, attraverso questa joint venture, Fincantieri e Naval Group intendono:
• Preparare congiuntamente offerte vincenti per programmi binazionali e per l’export;
• Favorire una politica di fornitura più efficiente (cross-sourcing, miglior rapporto qualità-prezzo,
economia di scala, ecc.);
• Condurre congiuntamente mirate attività di ricerca e innovazione per fornire superiorità operativa ai clienti;
• Incoraggiare lo scambio osmotico tra le due società, con la condivisione di strutture / strumenti di test e reti di competenze. Ad oggi, Naval Group e Fincantieri sono già impegnate in una collaborazione
industriale comune per fornire alla Marina francese quattro navi di supporto logistico (LSS), basate sul progetto dell’unità italiana LSS “Vulcano. Grande soddisfazione in vista di un futuro prospero, arriva dal Ministro della Difesa Elisabetta Trenta e dall’Amministratore Delegato di Fincantieri Giuseppe Bono. Primo risultato concreto dell’intesa la costruzione di navi da rifornimento ad alta componente tecnologica per la flotta francese fatte su progetto italiano in parte costruite in Italia nel cantiere navale di Castellammare di Stabia. Una ricaduta positiva per il paese, per i posti di lavoro, con investimenti sul progetto almeno per i prossimi dieci anni. Il complesso stabiese è uno dei 20 stabilimenti della Fincantieri, dislocati nei 4 continenti. Con oltre 19.000 dipendenti, di cui oltre 8.400 in Italia è oggi il principale costruttore navale occidentale e ha nel suo portafoglio clienti, i maggiori operatori crocieristici al mondo, la Marina Militare e la US Navy. Il gruppo, che ha sede a Trieste, ha risentito negli ultimi anni della crisi globale, che ha fatto crollare gli ordini di nuove navi d’ogni tipo del 55% dal 2007 al 2010 (da 85,9 milioni di tonnellate di stazza a 38,9 milioni) e la forza lavoro a -30% (50 mila addetti) dal 2008 al 2010, complice la totale assenza di politiche di sostegno al comparto, sia come infrastrutture sia a livello commerciale e finanziario.





















