Il crollo del ponte Morandi a Genova ha causato la morte di 39 persone. Un bilancio destinato purtroppo ad aumentare. Sarebbero invece 12 i dispersi, 15 i feriti ricoverati negli ospedali, tra cui 12 in codice rosso e ben 600 le persone che hanno dovuto lasciare le abitazioni che si trovano nella zona circostante il disastro. Nel momento del crollo, in quel tratto, secondo la Protezione civile, stavano transitando 30 auto e tre tir, che sono precipitate da un’altezza di circa settanta metri. Tra i veicoli anche la Golf con a bordo quattro ragazzi di Torre del Greco: Matteo Bertonati 26 anni, Giovanni Battiloro 29 anni, Gerardo Esposito 26 anni e Antonio Stanzione 29 anni. La comitiva era diretta a Nizza poi dopo una sosta dal fratello di uno dei ventenni, dovevano proseguire il viaggio, destinazione Barcellona. Una vacanza interrotta dalla morte. Le famiglie hanno sperato per ore che i loro cari avessero raggiunto la località francese. Speranze che si sono spente all’alba di oggi quando i vigili del fuoco hanno estratto i corpi senza vita dalle macerie. Cordoglio unanime è stato espresso dal primo cittadino di Torre del Greco Giovanni Palomba alle famiglie dei ragazzi, il quale nelle prossime ore partirà per Genova. Il viadotto Morandi è il principale snodo autostradale della città ligure: collega l’autostrada A10 con il casello di Genova Ovest. Costruito nel 1967 , 42 anni dopo si ipotizzò la demolizione, nel maggio del 2011 una relazione di Autostrade per l’Italia sull’adeguamento del sistema A7-A10-A12 evidenziò un intenso degrado della struttura, in quanto sottoposta ad ingenti sollecitazioni dovuto al traffico. Una tragedia annunciata che oltre a causare morte avrà ripercussioni sulla viabilità di tutta la Regione e dell’intero nord ovest, perchè i milioni di veicoli che vi transitano ogni anno per raggiungere il porto commerciale, i terminal dei traghetti per le isole e per le crociere, con la A7 Milano, la Francia, dovranno utilizzare altri itinerari della rete autostradale.



















