A 72 anni dall’anniversario della liberazione d’Italia, sul piano storico, la resistenza si compendia in un’atmosfera piena di memorie tragiche e grandi, ma che fu conflitto fratricida che lasciò strascichi dolorosi negli animi dei compatrioti ed una ferita non ancora rimarginata: una guerra civile combattuta con spaventosa violenza che portò le parti in lotta – partigiani, tedeschi e fascisti – ad efferatezze, ad eccidi, a rappresaglie e vendette terribili. Anche Castellammare di Stabia fa parte di questa “epopea”, a tratti contesa tra chi siano stati i vinti, i vincitori; tra polemiche e divisioni. Queste sono tre storie di altrettanti uomini diversi tra loro ma con una sola cosa in comune: LA RICERCA DELLA LIBERTA’.

Manfredi Talamo : Nato a Castellammare di Stabia nel 1897, fu tenente colonnello dell’Arma dei Carabinieri. Prestava servizio a Roma quando fu catturato dai tedeschi. Morì il 24 Marzo del 1944 trucidato nelle Fosse Ardeatine, non prima di essere stato sottoposto a immane torture, da parte dei nazisti. Castellammare di Stabia lo ricorda con un viale interno alla villa comunale e con l’Associazione Nazionale Carabinieri a lui intitolati alla sua memoria.

Luigi Di Martino: Fu un perseguitato politico: giovane antifascista, fu militante socialista sino alla fondazione del PCI. Nel 1936 subì un primo arresto e la condanna a otto anni di reclusione per aver diffuso volantini contro la guerra d’Abissinia. Nel 1943 fu di nuovo arrestato per aver diretto una manifestazione contro il conflitto in corso. Dopo la Liberazione, De Martino fu per otto anni membro della Commissione interna dei Cantieri Navali e, quando fu licenziato per rappresaglia, divenne segretario della FIOM di Castellammare. Fu di nuovo arrestato nel 1954, in seguito ad una dimostrazione contro la NATO. E’ deceduto a Castellammare il 30 novembre 1969.