Castellammare di Stabia: il Banco di Santa Croce in lizza con Progetto Stellaris. Nel mare di Castellammare si trovano specie di pesci a rischio estinzione che hanno deposto uova monitorate da volontari.

Il lemure, la tartaruga delle Galapagos, la megattera o uno squaletto del Golfo di Napoli: sarà il pubblico a scegliere quale fra questi riceverà il sostegno della European Outdoor Conservation Association, l’unione delle aziende di Outdoors che promuove la cura e rispetto dell’ambiente naturale finanziando progetti di conservazione. 

Nella ristretta rosa dei finalisti compare anche un’iniziativa italiana: ilProgetto Stellaris per la protezione del gattuccio maggiore o gattopardo, un piccolo squalo lungo poco più di un metro, innocuo (si nutre di granchi e piccoli pesci) e a rischio estinzione.

Nonostante il Mediterraneano sia uno degli hotspot di biodiversità più importanti al mondo, gran parte delle specie di squali e razze di questo mare figura nella Lista Rossa delle specie a rischio. Da tre anni i volontari di MedSharks, con l’aiuto del Bikini Diving di Castellammare di Stabia, conducono il monitoraggio della nursery più importante di questa specie: il Banco di Santa Croce, a

 

30-40 metri di profondità al largo della cittadina campana. I sub hanno finora individuato e marcato con un cartellino circa 170 uova (dando loro nomi come “Pino Daniele” o “Astrosamantha”) per seguire la crescita dei piccoli al loro interno; hanno poi schedato diversi gattucci adulti grazie alle macchie caratteristiche della specie, che variano da individuo a individuo.

È la prima volta che il gattopardo viene studiato nel suo ambiente naturale e le prime scoperte sono interessanti: la durata dello sviluppo, 7-8 mesi, e la prova che il Banco è zona preferita per le deposizioni, con una femmina – soprannominata “la Diva” – che per due anni è tornata a deporre nello stesso punto.

“Purtroppo la pesca di frodo rappresenta una minaccia importante per questi squaletti” conferma Eleonora de Sabata, responsabile del progetto per MedSharks. “Nonostante i divieti, i bracconieri continuano a pescare e capita che catturino femmine adulte in procinto di deporre. Spesso poi le lenze s’incagliano sui fondali, strappando uova e gorgonie. E gli ami e le reti abbandonati sul fondo sono una minaccia continua, sia per gli squali che per tutta la vita marina”.

I volontari del progetto Stellaris da anni cercano di arginare, con occasionali bonifiche dei fondali, la minaccia della pesca di frodo. Con il supporto dell’EOCA potranno proseguire con il recupero delle reti e lenze abbandonate e intensificare l’attività di sensibilizzazione e divulgazione nei confronti dei pescatori ricreativi, dei subacquei e delle autorità. In programma anche il BioBlitz, un evento annuale in cui i sub, dopo la bonifica dei fondali, si trasformano in cittadini scienziati e partecipano alle attività di monitoraggio dei gattucci.

Per votare il progetto preferito tra i candidati all’EOCA basta collegarsi dal 1° al 15 marzo.
www.medsharks.org

Fonte: National Geographic Italia

 

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