di Corrado Amitrano

Ancora vessata dai continui atti di vandalismo Villa Gabola, lo storico giardino in zona San Marco a Castellammare di Stabia. All’interno della villa, che ha i cancelli chiusi c’è una struttura in muratura, un edificio a due piani di una bellezza unica, ma completamente abbandonato. Intorno alle 11.00 di martedì 8 marzo, un gruppetto di ragazzini ha deciso di scavalcare il cancello di cinta della villa e di arrampicarsi all’interno dell’edificio che la presiede. Finestre rotte con sassaiole, mura imbrattate di ogni genere di oscenità, e rifugio di tossicodipendenti nelle ore più buie della notte. Un pericolo e allo stesso tempo, uno spreco di opportunità.
La villa fu riaperta al pubblico sotto l’amministrazione di Nicola Cuomo, sindaco dimissionario della città, grazie all’intervento dell’allora Assessore con delega all’Ambiente, Nicola Corrado, anch’egli dimissionario prima della caduta del sindaco Cuomo. Grazie a una campagna di ripristino dei luoghi di interesse della città, villa Gabola fu rimessa in sicurezza, ma solo per poco. “Allo stato attuale è una zona pericolosa dove i nostri giovani si avventurano rischiando di farsi seriamente del male”, commenta un residente che continua: “Abbiamo provato a chiamare anche i vigili per farli intervenire, ma da più di 30 minuti non si è visto nessuno”. “Non è di certo colpa dei vigili se in città dilaga il caos”- commenta un altro residente – “Le forze di polizia fanno quello che possono, ma in città non ci sta niente più: non c’è la villa, non si sono locali, non si può mai parcheggiare e neanche più i cestini per i rifiuti si trovano. Siamo alla deriva, ma le facce che si presentano per le stanze di palazzo Sant’Anna (sede del comune di Castellammare di Stabia) sono sempre le stesse.




















