Correva l’anno 1976, Carmine Apuzzo, giovane Carabiniere di origini stabiesi, era in servizio presso la caserma di Alcamo Marina, in Sicilia. La notte del 27 Gennaio 1976 è stato trucidato lì, proprio in quella piccola caserma assieme ad un suo collega, Salvatore Falcetta. I due militari riposavano al momento dell’agguato. Sono stati letteralmente trucidati, in quanto uccisi nel sonno da malviventi che hanno fatto irruzione nella caserma nel cuore di quella notte.

Così un giovane stabile perde la vita durante il suo lavoro, al servizio dello stato.
La notizia ancor più triste di questa vicenda è che ad oggi, a distanza di 40 anni, Giustizia non è ancora stata fatta!
Inizialmente le indagini si basarono su dichiarazioni di persone informate dei fatti, e successiva “ammissione di responsabilità” di quanto accaduto da parte di tre giovani, uno dei quali è anch’egli divenuto tristemente famoso, tale Giuseppe Gulotta.
Di questi tre giovani solo il Sig. Gulotta, sempre dichiaratosi innocente, accusando di esser stato obbligato a firmare la sua “ammissione di responsabilità” a seguito di torture vere e proprie perpetrate dagli stessi carabinieri, è rimasto sul territorio italiano a combattere la sua battaglia di innocenza, gli altri due giovani sono scappati all’estero, in paesi dell’america latina con cui l’Italia non ha accordi per l’estradizione.
Gulotta è stato condannato definitivamente all’ergastolo per l’omicidio di Apuzzo e Falcetta; sempre dichiaratosi innocente, nel 2012 riesce ad ottenere la revisione del processo sulla base di ulteriori investigazioni svolte dal suo legale, l’Avv. Pardo Cellini e dal suo staff. Sulla base di tali atti emerge la verità; non fu Gulotta ad uccidere i due militari…è anch’egli una vittima dello stato che lo ha condannato ad un’ingiusta detenzione di oltre 20 anni.
Di questo caso nello specifico si è parlato nel corso del “Caffè Criminale”, evento organizzato a Lucca dall’investigatore Davide Cannella, direttore della Falcoinvestigazioni; presenti a tale evento vi erano il Prof Stefani, celebre avvocato delle indagini difensive, l’Avv Cellini (legale di Gulotta) ed Eugenio D’Orio, biologo forense e criminalista. In tale incontro si è parlato di questa triste storia con tre vittime, di cui una, Carmine Apuzzo, era un nostro concittadino stabiese, il suo collega falcetta, e il malcapitato Gulotta.
Per far sì che eventi del genere non si ripetano in futuro e per render giustizia al nostro concittadino Apuzzo, dopo aver dimostrato l’innocenza di Gulotta, le investigazioni dovranno incentrarsi nuovamente su quell’indagine, ancora senza un responsabile assicurato alla giustizia, quella vera! Punto strategico e vincente delle aspettative per questo caso e in genere, è l’alleanza tra l’investigazione classica egregiamente portata avanti dagli Avv. Stefani e Cellini e l’investigazione scientifica, di cui il Dott. Eugenio D’Orio, anch’egli stabiese, è uno dei principali rappresentanti. Lo scopo di alleanze come questa dovrà essere quello di render giustizia a chi non l’ha ancora ottenuta; tra questi il nostro Apuzzo.
Non dimentichiamolo, Carmine Apuzzo, nostro concittadino che attende giustizia da 40 anni!!!
Dott Eugenio D’Orio, biologo forense e criminalista




















