(di Genny Manzo) Castellammare di Stabia – Finalmente uno spiraglio che sembra concreto per l’Avis SpA, ex fabbrica di manutenzione di veicoli ferroviari della Ferrovia dello Stato, dell’imprenditore napoletano, Ciro De Luca: dismessa nel 2009 e con ben quaranta operai lasciati al loro destino e, da qualche settimana, addirittura senza sussidio di mobilità, nonostante i diversi tentativi e tavoli politici, tutti rovinosamente falliti, che hanno solo saputo strumentalizzare, dal 2009 a questa mattina, la “fame” di lavoro di malcapitati padri e madri di famiglia, per tentare una rimozione del vincolo industriale, dei circa 115mila metri quadri di area che sorgono a poche decine di metri dal porto turistico di Marina di Stabia (nella foto) che, allo stato attuale, versano in un inverosimile stato di degrado, potenzialmente dannoso per la presenza di grossi, grossissimi, quantitativi di amianto incapsulato. Lunedì 8 febbraio, in base a quello che apprendiamo in anteprima, si sarebbe palesato questo spiraglio in città, a pochi metri in linea d’aria da dove il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, decise di pranzare con la propria signora nella giornata di domenica. Un pranzo veloce per il “mister x” venuto da Capaccio Scalo, in provincia di Salerno e molto attivo, attivissimo, nell’ambito della progettazione e costruzione di centri commerciali per la grande distribuzione: concorrente dei Fratelli Negri, stabiesi doc, anche loro molto attivi nella progettazione e costruzione di grandi centri commerciali. Una possibilità di sviluppo e riqualificazione per Castellammare, attesa da quasi un decennio non solo dagli operai dell’ex Avis, che potrebbe trasformare l’area da industriale a commerciale, non trascurando alcuni eventuali mal di pancia sul territorio comunale. Quali? Quelli della politica e dei politicanti, ad esempio: in stand by per commissariamento ma pronti, prontissimi, a ripresentarsi alle prossime elezioni del 6 giugno 2016, per completare l’opera, con la stessa “fame” di potere di sempre; le associazioni dei commercianti: da sempre contro i grandi centri commerciali, in difesa del lattaio o del salumiere sotto casa di ognuno di noi, ma no contro le gallerie commerciali costruite (e da costruire) a Castellammare. Si potrebbe aprire un aspro dibattito sul tema, dove saranno in tanti a dire la propria, soprattuto i candidati sindaco e consiglieri: un po’ come è accaduto nella vicina Pompei dove, il sindaco-amico, Ferdinando Uliano, ci fece addirittura la campagna elettorale sul centro commerciale da 90mila metri quadri, figlio della riconversione da industriale a commerciale, costruito nell’ex Aticarta e nel quale lavorano ancora oggi tanti degli operai di quell’ex azienda.



















