Un boss della camorra diventa dottore in giurisprudenza. Ferdinando Cesarano può inserire anche la laurea nel suo curriculum criminale gonfiato da un’evasione dal carcere e una dozzina di ergastoli per una serie di omicidi perpetrati nella guerra tra il gruppo di Carmine Alfieri, da cui fu svezzato, la famiglia di Bardellino e la nuova camorra di Raffaele Cutolo.
Cesarano si è laureato a 61 anni giovedì scorso nel carcere dell’Aquila, dove è attualmente detenuto e dove ha studiato e sostenuto gli esami, in videoconferenza, con i docenti dell’Università di Perugia. Il tema della sua tesi è l’“Area riservata”, ovvero il carcere vissuto in regime di 41 bis, il suo, quello più restrittivo. Attraverso un personaggio immaginario, il boss ripercorre la sua storia personale all’interno della prigione: «Qui è peggio che a Guantanamo. Non ho nemmeno un fornellino per scaldarmi il pasto», scrive nella tesi.

Cesarano non può parlare con nessuno dal 2000: fu catturato nel mega blitz dei “cento agenti” alle 4.00 del mattino due anni dopo la sua evasione dall’aula bunker del Tribunale di Salerno: il 22 giugno 1998 Cesarano e Giuseppe Autorino scavarono per mesi un tunnel sotterraneo durante il processo “California” che li vedeva imputati per riciclaggio di denaro sporco. Nonostante le due lauree e le condizioni disumane vissute in carcere, come racconta nella sua tesi, il dottor Cesarano non si è mai pentito. Forse è per questo che Nanduccio ‘e Ponte Persica, come lo chiamano tra Pompei e Castellammare di Stabia, fa ancora paura. In prigione ne ha di tempo per cambiare idea. Tutta la vita.
FONTE:https://www.campaniasuweb.it/costume/da-sanguinario-boss-della-camorra-a-dottore-in-giurisprudenza/




















