(di Genny Manzo) Castellammare di Stabia – Questa amministrazione, ormai è un dato acclarato nel tempo, sarà ricordata per i tanti fallimenti ma anche (e soprattutto ndr) per i tanti bluff (dietrfront repentini dopo goffi tentativi di fare passi in avanti a livello amministrativo ndr) nelle azioni che “impattano” sulla quotidianità della città e dei cittadini. Parliamo del patrimonio immenso che ha il Comune di Castellammare di Stabia, le acque termali ma che, tuttavia (l’incapacità sembra veramente tanta ndr) non riesce proprio a valorizzare. Parliamo della mescita esterna di acque termali, presente in via Brin, opera di marmo e acciaio a pochi passi (precisamente dietro l’angolo ndr9 dall’immobile delle Antiche Terme di piazza Amendola, anch’esso ristrutturata con milioni e milioni di fondi CIPE, mai collaudata, vandalizzata e tristemente chiusa da decenni per colpe da ricercare solo e soltanto nella politica delle “passerelle”. I bene informati, “sussurrano” a Stabia24, che sarebbe partito un ennesimo esposto nei confronti dell’amministrazione che, pensate un po’, avrebbe somministrato “allegramente” agli Stabiesi (per alcune settimane ndr) alcune delle acque della mescita (Acidula, San Vincenzo e Media ndr) senza avere la documentazione in regola sulla potabilità della struttura, in disuso da alcuni anni, fino al 2013 ricettacolo di immondizia e dimora per clochard. Un’altra incredibile vicenda, che fa “il paio” con tutto il resto.
#Cmareoperetta
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