(di Genny Manzo) Castellammare di Stabia – Che sia ben chiaro da subito: ogni atto di violenza (privata o pubblica, fisica o verbale ndr) va stigmatizzato, denunciato e perseguito in tutte le sedi competenti fino all’ottenimento della giustizia per il danneggiato/i. Ma quello che è successo ieri, a via Caio Duilio, dove persistono (visto che parliamo di Legalità e Legalizzatori ndr) un chiosco abusivo che fa concorrenza a un chiosco legale e decine e decine di parcheggiatori abusivi (per il primo aspetto, nella massima tolleranza di questa amministrazione comunale ndr) ci impone delle riflessioni serie, sull’uso (e l’abuso) del potere di rappresentanza di un politico, in questo caso del sindaco pro tempore di Castellammare di Stabia, Nicola Cuomo che, in queste ultime settimane, sta comandando (in prima persona ndr) la Polizia Municipale del Comune di Castellammare di Stabia, pur se non previsto dalle regole di mandato e di funzione di un sindaco. Bene! Bravo!! Bis!!! Ma anche no. Perché? Subito! Se il sindaco pro tempore di Castellammare di Stabia che, tra l’altro, non ha nessuna formazione in tema di “Pubblica Sicurezza” o “Regole di Ingaggio” quando si verificano episodi criminosi; funzioni che vanno espletate (visto che ne esiste uno anche a Castellammare di Stabia ndr) dal capo delle Pubblica Sicurezza locale. Un abuso del potere di rappresentanza (*) da parte del primo cittadino di Castellammare di Stabia che, tuttavia, dovrebbe limitarsi a denunciare ciò che accade sul territorio comunale e no ad intervenire, in prima persona, come è successo, per l’ennesima volta, ieri alle 12.30 a via Caio Duilio quando è intervenuto per tentare di multare un cittadino colpevole di aver sversato risulta edile. I toni sono subito degenerati, proprio a causa dell’inesperienza del politico e avvocato, Nicola Cuomo, e ha messo in pericolo una pattuglia della Polizia Municipale che, tuttavia, lo accompagnava in una delle sue uscite di rappresentanza giornaliere e per l’inaugurazione di un parcheggio in viale delle Puglie. L’Ordine Pubblico e la Legalità (non a caso scritti con le inizia maiuscole ndr), sul territorio cittadino dove Cuomo è semplicemente un sindaco, sono aspetti seri della vita sociale e ogni leggerezza (quella del primo cittadino ieri lo è stata ndr) avrebbe potuto portare a un epilogo tragico, visto le forti temperature, che si sarebbe potuto addirittura “regolare” con il sangue. Cuomo o chi per esso, vanno frenati, vanno ricondotti nelle loro funzioni di mandato politico, per il quale sono stati eletti democraticamente e non sono quelli di comandare la Polizia Municipale. Non possono continuare ad abusare del loro potere di rappresentanza (*) e mettere in pericolo agenti e graduati della Polizia Municipale che, probabilmente per sudditanza o per puerile rappresaglie, non protestano e subiscono. Ma i sindacati di Polizia Municipale, quelli che hanno promesso fuoco e fiamme a Cuomo, esistono ancora o attendono il classico “morto” prima di intervenire a tutela di chi li ha votati e ha creduto in loro? Ah, saperlo!
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