Riuscì a salvarsi per miracolo, Umberto Ingenito, titolare di una ditta che realizza tombe ed opere funerarie, ferito con un colpo di arma da fuoco esploso dal suo rivale sul mercato nel settore funerario. I carabinieri di Castellammare di Stabia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip di Torre Annunziata su richiesta del Procuratore della Repubblica Alessandro Pennasilico, a carico dei responsabili del tentato omicidio di Umberto Ingenito nei confronti del quale la scorsa estate furono esplosi colpi d’arma da fuoco che lo ferirono gravemente. Si tratta dei fratelli Alfonso (cl. ’90), e Catello (cl. ’89) Esposito, titolari, insieme al padre, della ditta ‘Esposito Marmi’, per i quali il Gip ha disposto rispettivamente la custodia cautelare in carcere e la detenzione domiciliare, per i reati di tentato omicidio e porto illegale di armi in concorso.
Le indagini, coordinate dalla Procura oplontina e condotte dal N.O.R.–Alquota Operativa dei carabinieri di Castellammare di Stabia, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di reità nei confronti dei due fratelli, i quali il pomeriggio del 5 luglio 2014 nel comune oplontino, davanti al laboratorio artigianale della ditta Esposito Marmi, al culmine di una lite avevano esploso nei confronti di Ingenito e del socio Sicignano Mario (cl. ’86), titolari della ditta Arte Marmi, più colpi di arma da fuoco, uno dei quali colpìal bacino (zona lombo-sacrale) Ingenito che riuscì a salvarsi solo grazie alla precipitosa fuga a bordo di uno scooter ed all’immediato ricovero presso l’ospedale San Leonardo dove fu sottoposto a un delicato intervento chirurgico per l’asportazione del proiettile. I motivi della lite sono da ricondurre alla rivalità commerciale tra le due ditte Esposito Marmi e Arte Marmi che puntavano a monopolizzare, gli uni a scapito degli altri, il fiorente mercato della realizzazione di tombe ed opere funerarie nel locale cimitero comunale.





















