(di Genny Manzo)
Castellammare di Stabia – Non dovrebbe fare più notizia, ormai, l’ennesima esondazione del fiume tristemente noto perché è il più inquinato d’Europa ma, tuttavia, è la quarta volta che questo fenomeno avviene – incentivato dall’incuria e il degrado del corso dei veleni che ricade nell’hinterland vesuviano-torrese-stabiese – senza che le istituzioni provvedano, nel merito, a mettere fine a questa ennesima dimostrazione di immobilismo politico. Basta transennare una strada per lavarsene le mani? Ah, saperlo! Quello che noi sappiamo è che,tuttavia, oltre a persistere, in questa area, popolazione residente (mamme, padri, figli e minori), intrappolati e ostaggi per giorni; persistono anche grandi, medie e piccole imprese, qualcuna artigianale che ha visto letteralmente crollati i propri fatturati in questo inverno 2015: “È una storia vecchia, ormai – ci dice uno degli imprenditori del posto – lo Stato Italiano e i politici ci hanno abbandonato, ci conoscono solo quando hanno l’esigenza di riscuotere le tasse o il voto. Ma chi deve venire a salvarci da questo schifo? La mia è una attività artigianale e, senza la visita dei clienti, mi tocca solo chiudere. Ormai le spese (anche di ripristino da queste inondazioni di merda) superano il guadagno, questa zona è morta per colpa delle istituzioni che non fanno un c….”, conclude l’imprenditore a Stabia24.

Questo è il dramma di via Ripuaria, zona che costeggia il fiume, a “cavallo” tra Castellammare, Pompei e Torre Annunziata; l’ennesima vergogna, made in Campania




















