Castellammare: Raid nelle Terme: i danni costano oltre 70mila euro. L’opposizione chiede un sopralluogo

Castellammare di Stabia. Niente energia elettrica nello stabilimento delle Nuove Terme di Stabia. Il riallaccio della corrente, da parte dell’Enel, previsto inizialmente per la settimana scorsa ancora non è avvenuto. Un disagio che blocca di fatto anche la possibilità di ultimare i lavori all’interno dello stabilimento e l’opposizione in consiglio comunale ha fatto richiesta al Comune di effettuare un giro di perlustrazione nelle Nuove Terme, per capire a che punto è lo stato dei lavori e se c’è realmente la possibilità di una riapertura immediata dello stabilimento del Solaro. Proprio la mancanza di energia elettrica e di metano sono l’ostacolo più grande da superare per l’ultimazione dei lavori e del relativo collaudo. Un problema soprattutto relativo all’impiantistica e in particolare per le verifiche di funzionamento degli impianti elettrici e idraulici. “Infatti, con la sola corrente di cantiere di 10kw in B.T. – si legge nella relazione del Comune – non solo non è sufficiente per il funzionamento provvisorio, ma non è possibile provare il funzionamento della cabina elettrica di M.T. al complesso delle Nuove Terme che richiede corrente in media tensione 20000 volt. Mentre per la fornitura elettrica alle Antiche terme, necessaria per alimentare i gruppi di pompaggio della sala Vanacore e della sala Stabia, può anche essere sufficiente la fornitura in B.T. di 40-50 Kw”. Senza l’energia elettrica, dunque, sarà impossibile ultimare e collaudare lo stabilimento del Solaro. Problemi che nascono sia dallo stato d’abbandono in cui la struttura versa ormai da due anni, ma anche dagli atti vandalici che si sono susseguiti nei primi mesi del 2014 sia nelle Nuove che nelle Antiche Terme. In quel periodo, infatti, si sono registrati diversi furti di rame all’interno dei due stabilimenti. I ladri entrarono in azione vandalizzando parte delle strutture e portando via il materiale. Un problema in più per il Comune che è andato a gravare anche sui lavori di manutenzione straordinaria delle strutture. Non c’è soltanto da sostituire il rame rubato per poter rimediare al furto. I vandali, infatti, hanno distrutto finestre e rotto porte per garantirsi un varco nel quale entrare e una volta dentro le strutture hanno distrutto anche parte degli impianti per portare via il rame. Danneggiamenti che hanno riguardato anche 6 pompe utilizzate per il pompaggio dell’acqua, con relativi impianti elettrici all’interno della sala Stabia alle Antiche Terme ad esempio. Pompe che chiaramente necessitano di sostituzione. Così, da un’iniziale impegno di spesa per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria all’interno dei due stabilimenti, l’ufficio tecnico del Comune s’è ritrovato a fronteggiare danni che non aveva messo in preventivo nel progetto iniziale. Danni che hanno portato ad un aumento della spesa per i lavori e quantificabili in circa 72mila euro in più rispetto al progetto iniziale. L’incuria e i vandali, dunque, hanno contribuito ad aggravare la situazione di beni che dovrebbero rappresentare il fiore all’occhiello di Castellammare di Stabia. Un patrimonio deturpato.

(Tiziano Valle – Metropolis)

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