C.MARE, IL BOSS FACEVA SESSO IN CELLA CON UN’INFERMIERA

Castellammare di Stabia. «Gli incontri notturni in carcere con la donna, con cui aveva una relazione, avvenivano grazie agli agenti della polizia penitenziaria corrotti. In cambio dei piaceri ricevevano soldi». Il particolare più piccante dell’inchiesta “Easy Mail” della Dda di Napoli (la storia sentimentale tra il ras di camorra detenuto A.I. e A.D.D. di Torre del Greco, infermiera in servizio presso il carcere di Poggioreale) riemerge a un anno e mezzo dal blitz dei carabinieri, che colpì duramente il clan C.. E lo fa attraverso le parole di uno degli investigatori che ha materialmente condotto le indagini e ha deposto ieri, davanti ai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Torre Annunziata, nell’ambito del processostralcio a carico di S.I., fratello del ras T. ‘o guerriero, e di V.O. di Scafati, secondino a Poggioreale durante il periodo di detenzione del ‘colonnello’ della cosca di Ponte Persica. Sono gli unici due imputati che hanno scelto di essere giudicati con rito ordinario, mentre tutti gli altri 14 hanno optato per l’abbreviato e hanno già incassato pesanti condanne. Tra loro anche i due personaggi strettamente collegati agli imputati del processo ordinario: A.I., ritenuto a capo di una delle tre fazioni del clan C. che ha incassato vent’anni, e P.C., l’altro agente della penitenziaria condannato a quattro anni per avere favorito T. ‘o guerriero facendogli arrivare in cella droga e schede sim da inserire nel telefono cellulare che il ras teneva nonostante gli fosse totalmente proibito comunicare con l’esterno. Lui, però, lo faceva regolarmente attraverso i “pizzini” che consegnava ai familiari durante i colloqui in carcere (da lì il nome dell’intera operazione “Easy mail”, tradotto letteralmente “Lettera facile” appunto) nel quale dava indicazioni in particolare alla sorella Anna e ai nipoti su come gestire gli affari della famiglia mentre lui stava dentro e cosa farsi portare in carcere da A.D.D., l’infermiera che nel frattempo ha patteggiato due anni, pena sospesa. «Intercettando un colloquio tra A.I. e la sorella Anna nel luglio 2009- ha raccontato il maresciallo rispondendo alle domande del pm P.F. della Dda di Napoli- nonostante usassero un linguaggio criptico, capimmo che stava dando delle indicazioni per farsi consegnare qualcosa. Dalle ulteriori intercettazioni telefoniche capimmo che lo scambio sarebbe avvenuto all’esterno della discoteca ‘Fantasy’ di Castellammare, dove trovammo l’auto della D.D.. A.I., nipote di A., scese velocemente dalla scala esterna e scambiò qualcosa con la donna. La fermammo e la trovammo in possesso di hascisc, l’arrestammo. Poi trovammo anche una sim card, intestata a un cittadino straniero di nazionalità indiana, che era riconducibile ai nipoti di I.». Droga e hascisc, ha ricostruito l’inchiesta, arrivavano in cella a T. ‘o guerriero. Che riusciva a incontrare la sua donna anche di notte grazie alla complicità dei Racket in trasferta: accuse confermate per A.R., alias “sparam ‘mpietto”, e M.C., arrestati il 31 gennaio scorso in un bar di Benevento mentre stavano per intascare 15mila euro, prima tranche di una tangente ben più consistente di 300mila euro. Tentata estorsione imposta in nome del clan D., sostengono gli investigatori, e così il “fascicolo” è passato per competenza dalla Procura della Repubblica di Benevento alla Dda di Napoli dato che viene contestata la tentata estorsione aggravata dal metodo camorristico. Passaggio tecnico, dovuto alla competenza per materia che i magistrati dell’Antimafia partenopea hanno riguardo alle materie che riguardo clan e camorra. La sostanza rimane la stessa. Anzi, l’impianto accusatorio ha retto fino poliziotti corrotti della penitenziaria. A questo proposito il pm ha depositato agli atti del processo una serie di intercettazioni dalle quali si evince che gli incontri amorosi venivano organizzati in base ai turni degli agenti della penitenziaria disposti a chiudere un occhio perché a libro paga del ras. (Alessandra Staiano – Metropolis)

fonte https://www.positanonews.it/articolo/153057/castellammare-di-stabia-il-boss-faceva-sesso-in-cella-con-un-infermiera-con-la-complicita-di-agenti-penitenziari

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