Castellammare di Stabia. Il picco dell’influenza è previsto per i prossimi giorni, ma al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo mancano i termometri. La denuncia è dei pazienti che negli ultimi giorni si sono rivolti al nosocomio di viale Europa per stati febbrili e non solo, e si sono trovati un solo misuratore digitale con il quale dovevano «arrangiarsi» per verificare il proprio stato di salute passandolo di persona in persona. Un unico termometro anche difettoso (visto che non suonava e bisognava contare i classici cinque minuti di attesa come si faceva una volta con quelli a mercurio), insufficiente in una struttura che abbraccia decine di Comuni e serve ogni giorno centinaia di utenti. L’ennesimo disagio dell’ospedale al centro del territorio stabiese, nell’ambito dell’Azienda sanitaria Napoli 3 Sud, è sbarcata anche sul social network e sta provocatoriamente facendo venir voglia ai cittadini di raccogliere fondi per acquistare nuovi termometri da regalare all’ospedale. «L’altra sera mi sono sentita male e sono stata portata al pronto soccorso – spiega una giovane donna – e davvero non sapevo se piangere o ridere quando la dottoressa mi ha detto che dovevo aspettare il termometro e il mio turno per capire se il mio malessere era legato alla febbre o a qualcos’altro. Il medico si è scusato con me e poi rivolgendosi all’infermiere lamentava l’assenza del materiale di ordinaria amministrazione per lavorare a contatto con il pubblico. Siamo davvero ai livelli della sanità dei paesi in via di sviluppo». Simile il parere di un’altra persona che chiede che fine abbiano fatto i termometri. «Anche mia suocera ha avuto problemi qualche giorno fa e pure per le medicazioni c’erano problemi –commenta l’uomo – io vado al pronto soccorso e devo portare medicine e medicazioni da casa? Non si può andare avanti così, serve l’intervento delle autorità, un controllo del materiale di uso comune, non basta la buona volontà e la professionalità dei nostri dottori». Un ospedale non può andare avanti senza il necessario per cure e controlli, dicono arrabbiati altri utenti. «È grave che in una struttura pubblica non ci siano cerotti, termometri e quant’altro serve per le cure di primo soccorso – denuncia un uomo – vorremmo capire che fine fanno i medicinali ed i materiali sanitari, ci sono ladri nelle corsie e nel pronto soccorso?». Sos che «anche il personale ospedaliero lancia da tanto tempo, perché non si può pensare al benessere dei pazienti se non ci sono le condizioni migliori per gestire la situazione dell’accoglienza e della cura dei malati. Forse è arrivato il momento di far intervenire un ente supervisore, un’autorità garante per cittadini e lavoratori, perché non si scherza con la salute delle persone». «Tagliano i fondi alla sanità, gli ospedali funzionano a singhiozzo e la precarietà è la prassi tutti i giorni – precisa un medico che preferisce restare anonimo – noi siamo vittime di un sistema di disastri finanziari e politici ed adesso a pagarne le conseguenze sono tutti: pazienti e anche noi operatori sanitari, costantemente in trincea».
(Titti Esposito – Il Mattino)




















