SARNO. È stato riconosciuto colpevole e condannato in primo grado a nove mesi di reclusione e pagamento di una provvisionale, con motivazioni a novanta giorni, A. E., medico ginecologo dell’ospedale “Martiri Villa Malta” di Sarno, finito a giudizio con l’accusa di colpa medica per la morte di un neonato, morto di parto.
L’episodio accadde il 15 ottobre 2010, quando il figlio di Annamaria Califano, 28enne e di Sergio Caldiero, morì mentre veniva alla luce.

I genitori, entrambi residenti a San Valentino in via Terrazzano, avevano affidato al medico la gravidanza col ricovero arrivato nella fase cruciale della gravidanza della donna senza particolari problemi.
La sera del 14 ottobre 2010 tutto era pronto e la puerpera arrivò in sala parto per la nascita: il bambino nacque morto, e nello shock dei genitori alcuni parenti decisero di denunciare l’accaduto al commissariato polizia di stato di Sarno. L’indagine fu seguita dal pubblico ministero della procura di Nocera Inferiore Roberto Lenza, che affidò la consulenza per l’esame autoptico al dottor Giovanni Zotti, medico legale.
Dopo la notizia di reato, gli agenti ebbero apposita delega per acquisire tutte le documentazioni esistenti sull’iter del parto, recandosi in ospedale per gli accertamenti ed effettuando acquisizioni.
Il primo passaggio fu il sequestro delle cartelle cliniche, per ricostruire tempi e modi del decesso, con informazioni raccolte da chi aveva notizie sui fatti, identificando contestualmente tutti i medici e i paramedici coinvolti in qualche modo nel caso del neonato. In prima battuta la procura nocerina iscrisse sette persone nel registro degli indagati, con attribuzione ipotetica di responsabilità sottoposta a verifica passo per passo dagli inquirenti.
La rosa iniziale, che comprendeva operatori e infermieri in servizio all’ospedale sarnese, si assottigliò man mano nelle fasi successive dell’indagine, culminando infine nel rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio colposo del medico, allora in servizio all’ospedale di Sarno, che seguiva la gestazione della giovane mamma. Questo accadeva il 27 settembre.
Ieri è arrivata la condanna per il professionista.
Si moltiplicano i procedimenti legati a casi di malasanità in tutto l’Agro nocerino-sarnese, con assoluzioni e condanne. Casi in cui è sempre molto difficile comprendere quali siano le responsabilità dei sanitari.
Alfonso T. Guerritore
FONTE: https://lacittadisalerno.gelocal.it/




















