SARNO. Sono stati raggiunti dal decreto di giudizio immediato Pasquale Mancusi e Sandra Rebecchi, accusati di tentata estorsione in concorso nei confronti del gestore del club privè “Red Passion” a Sarno, finiti in carcere lo scorso agosto, già rispettivamente rimessi agli arresti domiciliari, lui, e all’oBbligo di dimora, lei, dal tribunale del riesame di Salerno, nel mese scorso.
I due, secondo decreto disposto dal gip in accoglimento di richiesta omologa presentata dalla procura, dovranno affrontare il processo in data tre dicembre 2014, salvo presentare istanza di accesso a rito alternativo attraverso i propri legali, avvocati Alessandro Laudisio e Fabio Carusone, nel termine di venti giorni dalla notifica.

Il blitz che li fermò fu eseguito con una operazione-trappola dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile del reparto territoriale di Nocera Inferiore, col fermo dei due avvenuto in flagranza di reato e l’accusa formulata di tentata estorsione.
Pasquale Mancusi, 52 anni, e Sandra Rebecchi, 32 anni, entrambi sarnesi, entrambi noti alle forze dell’ordine, furono denunciati in prima istanza dal gestore del club riservato alla pratica dello scambio di coppie.
Il titolare del night fu avvicinato dai due, presentatisi al locale qualche sera prima, ricevendo il messaggio inequivocabile. I due, arrivati nelle stanze come clienti, di colpo lo minacciarono per ottenere del denaro, facendo riferimento ad un ipotetica protezione da pagare. “Mi devi dare la tangente”, riferì senza giri di parole Mancusi, che con la compagna era regolarmente iscritto quale socio del club a luci rosse, chiedendo il denaro al proprietario. La formalizzazione della denuncia avvenne il trentuno luglio, dopo i fatti, mentre i due furono fermati il successivo due agosto, proprio presso lo stesso locale, mentre stavano per intascare 150 euro a titolo di protezione, direttamente dal gestore del locale.
La sera dell’arresto, con i due e il proprietario impegnati nell’appuntamento, tra i frequentatori del club c’erano anche i carabinieri del gruppo territoriale, appostati in borghese in attesa del momento propizio della consegna dei soldi. Il tentativo di estorsione fu sventato e documentato sul fatto, descritto nella informativa preparata dai militari, con i due imputati che si erano presentati, pronti a intascare il denaro, dritti nella trappola predisposta dopo la denuncia sporta dal proprietario. Ora per entrambi è vicino il processo, con la possibilità nei tempi concessi per legge di chiedere il rito alternativo e tornare così davanti al gup.
Alfonso T. Guerritore
FONTE:https://lacittadisalerno.gelocal.it




















