di RAFFAELE SCHETTINO e MASSIMILIANO COLOMBO
Luigi aveva le gote rosse e gli occhi grandi che facevano innomorare. Biondo, sorridente come sua madre Antonella e suo padre Francesco Panico che postano fieri la loro felicità su Facebook. Tutto spatito in un secondo. Un maledetto secondo di un sabato che ha distrutto i loro sogni.
Luigi non c’è più. Ucciso da uno scooter che taglia il buio della sera nel rione senza luci alla periferia di Torre Annunziata. Il piccolo, cinque anni appena, è stato colpito in pieno, scaraventato sull’asfalto assieme alla madre. La moto ha finito la sua corsa cento metri più lontano, verso la ferrovia.

Il piccolo è morto qualche minuto dopo all’ospedale di Castellammare. Qui nelle prossime ore sarà effettuata l’autopsia disposta dalla magistratura che indaga per omicidio colposo e ha già scritto il nome del centauro (ferito anche lui) nel registro degli indagati.
A Rovigliano è stata una notte insonne per tutti, perché tutti conoscevano Luigi e la sua famiglia. Un bambino solare stretto alla mano di sua madre fino alla fine, quando il destino se l’è portato via sotto gli occhi del padre e del fratello. “Non ci sono parole per esprimere il dolore”, dicono i residenti. A casa dei Panico è un via vai di conoscenti e familiari disperati, in apprensione anche per Antonella, ricoverata in condizioni serie. I residenti scuotono la testa. “Non si può morire così”.
Rovigliano è un quartiere degrado e via Ercoli, la strada dedicata all’aviatore torrese eroe di guerra, è un susseguirsi di case basse che si affacciano su una strada dissestata. Un edicola, due salumerie, un bar, sullo sfondo la stazione della ferrovia dello Stato. “Non ci sono luci, i marciapiedi sono impraticabili”, dice una donna. “Abbiamo vissuto tutti la tragedia del piccolo Luigi perché certe immagini ti distruggono la vita”.
Sulla strada ci sono ancora i segni dell’orrore, il nastro bianco e rosso annodato dai carabinieri giunti sul posto. Restano il dolore e la rabbia. E resta un sorriso spazzato via per sempre da uno scooter maledetto sbucato a velocità folle dal buio della sera.
FONTE: METROPOLIS




















