“L’ufficio non è più operativo”. Con un avviso affisso ai cancelli, decine di utenti dell’ufficio postale di Via Panoramica hanno scoperto della chiusura della sede che serviva l’intero rione Scanzano. Dal 21 novembre la struttura non è più attiva, ma sono ancora moltissimi i cittadini che arrivano con bollettini e pacchi da spedire e sono costretti a fare dietrofront. Conti e pensioni sono stati dirottati alla sede di Via Bonito, ma per i cittadini la chiusura dell’ufficio di Scanzano è un duro colpo.
“Era un servizio essenziale per noi e dobbiamo fare in modo che la posta riapra” – spiega agguerrita la signora Maria Sicignano –“c’era stato qualche giorno di chiusura ma eravamo convinti che lunedì gli sportelli sarebbero tornati operativi. Qui arrivava gente non solo da Scanzano, ma anche da Privati, Quisisana, via Fratte, Via Partoria”.

Nel quartiere collinare sono tutti arrabbiati. Ora Scanzano perde anche l’ufficio postale. “Lotteremo perché è stato violato un nostro diritto – è la promessa della signora Maria Amore – ci hanno tolto gli autobus, ci tolgono la posta, siamo pieni di spazzatura. Ci seppel l iranno vivi qui”. La chiusura ha lasciato tutti scontenti. I responsabili della sede postale di Via Bonito preferiscono non esporsi sulle motivazioni della chiusura improvvisa: “Non sappiamo nulla”, commentano, dicendosi comunque vicini ai cittadini per i disagi che stanno subendo. “Sono venuto da Boscoreale per accompagnare mio cognato alla posta in centro” – spiega Salvatore Sicignano –“non ha l’auto ed è invalido”. Il commento più frequente tra gli utenti che arrivano a Scanzano e trovano i cancelli chiusi è legato all’affluenza: “Eppure qui arrivavano persone anche dal centro, quando volevano evitare lunghe file”, si sorprendono in tanti. In realtà, non ci sarebbe una mera logica di tagli alla base dello stop.
Pare che i problemi siano legati alla struttura che necessità di urgenti interventi di manutenzione. Interventi improrogabili legati alla sicurezza, stando ai sopralluoghi effettuali dalle forze dell’ordine e dal personale competente. Da qui la chiusura e l’accorpamento con l’agenzia del centro antico, una doccia fredda per gli abitanti della zona alta di Castellammare. Al momento, non è ancora chiaro però se la chiusura sia definitiva o meno. Ci sono valutazioni in corso da parte della società per stimare la sostenibilità degli interventi. In caso di parere negativo, la sede periferica non riaprirà mai più. Nell’attesa, intanto, a subire sono i cittadini. In primo luogo, gli anziani di Scanzano penalizzati anche sotto il profilo dei trasporti come racconta la signora Maria Spagnuolo: “Siamo abbandonati in questo quartiere. E’ una vergogna.
Passa un autobus ogni due ore. Dobbiamo far sentire la nostra voce, se fossimo tutti uniti forse questi soprusi non si verificherebbero”. “Siamo pronti a chiedere chiarimenti al sindaco, ad organizzare una sottoscrizione perché è un servizio che non doveva essere toccato”, alimenta il dibattito Catello Cioffi. Davanti ai cancelli chiusi, è un via vai continuo. Accompagnato dalla moglie, il signor Carlo Rallo agita diversi bollettini: “Come devo fare adesso io per pagare?”, mostra anche una donazione destinata ai bambini poveri che aveva intenzione di effettuare presso l’ufficio di Scanzano.
(Carla Guarnieri – Metropolis)




















