Castellammare di Stabia. Sono nei posti più centrali e frequentati della città. Stessero una accanto all’altra, occuperebbero oltre 200 metri quadrati. Praticamente lo spazio di un appartamento di lusso piazzato nelle zone migliori di Castellammare. Un bell’affare, insomma. E, invece, sono spezzettate, ma non per questo meno “pregiate”. Sono le pedane che bar, ristoranti e locali hanno avuto il permesso di installare davanti ai proprio esercizi commerciali per offrire uno spazio all’aria aperta ai propri clienti durante l’estate.
E’ la “movida” estiva di sempre, quella che ha preceduto da qualche anno la ben più discussa trovata della stagione 2014 nel corso della quale i bar e gli altri tipi di attività sono stati allestiti sull’arenile stabiese. Ma stavolta non c’entrano i chioschi, che sono stati al centro del dibattito dei mesi scorsi e ora sono nel mirino della Guardia di Finanza e della Procura di Torre Annunziata. Stavolta c’entrano, invece, sedici bar e ristoranti, le cui pedane esterne sono al momento “fuorilegge”. Le autorizzazioni per le occupazioni di suolo pubblico, per le quali ciascun titolare ha versato oltre 800 euro di Tosap, sono scadute. A segnalarlo in una nota è la dirigente del settore Economico Finanziario, la dottoressa Marilena Leone, cui spetta il compito di far quadrare i conti dell’ente. In questo caso, quelli della Tosap, la tassa per l’occupazione del suolo pubblico dovuta per chiunque allarghi la propria attività su spazi comuni come marciapiedi e strade. Scrivendo al Comandante del Corpo di Polizia Municipale Antonio Vecchione, il capo del settore Economico usa toni formali: «Con la presente si segnalano, ai fini dell’adozione degli adempimenti di propria competenza, le occupazioni di suolo pubblico per le attività commerciali per le quali le autorizzazioni rilasciate dal Suap (sportello unico attività produttive) risultano già scadute».

E via con la lista delle sedici autorizzazioni scadute. Tradotto dal “burocratese”, si tratta di una richiesta di rimozione delle pedane con le quali bar e ristoranti hanno potuto allargare la propria attività. Visto che le autorizzazioni sono scadute, ai vigili spetta il compito di verificare che i titolari le abbiano già fatte smontare e rimuovere. Ma vuoi perché il clima di questo inizio d’autunno è ben più clemente di quello registrato in piena estate, vuoi perché anche in passato si è andati sempre un po’ più oltre con l’attività rispetto al termine fissato dall’autorizzazione ottenuta, la stragrande maggioranza delle pedane è ancora lì. Basta scorrere l’elenco allegato dalla dirigente per scoprirlo. In più di un caso, inoltre, quelle passerelle sono da intralcio al passaggio di pedoni, ancora di più per chi ha una disabilità o magari accompagna un bambino in un carrozzino, nonostante le prescrizioni imposte dal Comune al momento delle autorizzazioni che sono, lo ribadiamo, provvisorie. Scorrendo l’elenco delle attività segnalate ai vigili urbani ci sono bar del centro cittadino assai frequentati, nonché locali che corrono lungo l’asse via Bonito-Acqua della Madonna dove da sempre si concentrano gelaterie, rosticcerie, paninoteche, locali frequentati anche a tarda sera da chi si muove da e per la penisola sorrentina.
C’è chi ha una pedana di appena 6 metri quadrati e chi, uno spazio assai più consistente di 36 metri quadrati. Sempre, comunque allestiti con sedie e tavolini. Sempre, comunque con autorizzazioni che sarebbero dovuto durare 120 giorni e, invece, sembrano essere andate oltre. La richiesta della dirigente del settore economico-finanziaria, che risale alla settimana scorsa, ha dato il via alle verifiche del comando di Polizia Municipale. O, almeno, avrebbe dovuto farlo. Fatto sta che per sedici bar le autorizzazioni sono scadute e, spesso, le pedane sono ancora lì.
(Alessandra Staiano – Metropolis)




















