Castellammare di Stabia. Almeno per il momento, il sindaco Nicola Cuomo non si dimette. Il giorno dopo la battaglia di Palazzo Farnese, con i dissidenti che gli hanno voltato le spalle in consiglio comunale, il primo cittadino del Pd sembra orientato a tentare un’ultima mediazione. L’obiettivo? Evitare una crisi amministrativa che aprirebbe nuovi e clamorosi scenari per il futuro della città. Ma, soprattutto, evitare che gli stabiesi tornino alle urne l’anno prossimo per rinnovare l’assise cittadina. «Farò di tutto per rimettere insieme i cocci del centrosinistra – ha affermato il primo cittadino – ma occorrono anche passi concilianti da parte dei dissidenti a sostegno dell’attuale maggioranza. In Consiglio ho illustrato le cose fatte dall’amministrazione nel primo anno di lavoro e mi chiedo cosa sia cambiato da luglio ad oggi, quando i dissidenti hanno partecipato al governo cittadino con assessori di loro espressione. Nei prossimi giorni rifletteremo – ha concluso – e, se troveremo il bandolo della matassa, proseguiremo. In caso contrario, faremo le nostre opportune valutazioni».
I margini per riaprire una trattativa con Alessandro Zingone (ex fedelissimo di Cuomo, passato dal Pd al gruppo misto), Michele Migliardi (gruppo misto) e Eduardo Melisse (Società civile per Stabiae) sembrano tuttavia quanto mai esigui. «Il consiglio comunale di lunedì scorso ha sancito la crisi della maggioranza – afferma Melisse – Non facciamo una battaglia per le poltrone, visto che ho rifiutato l’assessorato ai Lavori Pubblici. C’è stato un patto elettorale che ha consentito al sindaco Cuomo di vincere le elezioni. Ma quel patto aveva dei punti, sui quali dobbiamo dare risposte ai cittadini. Ad oggi invece – prosegue – le periferie continuano ad essere abbandonate, i progetti di sviluppo suggeriti dal sottoscritto alla giunta continuano ad essere ignorati e si continua a dire che in città va tutto bene». Anche Migliardi, attraverso i social forum, ha posto le condizioni per riallacciare i rapporti con il sindaco.

«L’amministrazione comunale ha infranto quel sogno democratico di cambiamento nato con le elezioni del 2013 – commenta – Sono tre le nostre proposte per cambiare marcia: azzerare l’attuale sistema di potere, che ha ampiamente dimostrato il suo fallimento; individuare le questioni di maggiori rilievo per la città; preoccuparsi del giudizio dei cittadini, instaurando un dialogo concreto per recepire le istanze che provengono dalla città». La crisi del centrosinistra viene seguita con grande attenzione anche dalle minoranze. In queste ore Forza Italia e le civiche stanno pensando a una mozione di sfiducia e alla convocazione di un consiglio comunale straordinario, per riportare Cuomo in aula e ratificare la fine di quest’esperienza amministrativa. Il tutto, in attesa della decisione del Ministero dell’Interno sul Bilancio che, secondo indiscrezioni, potrebbe riportare in Consiglio lo strumento finanziario. «Restiamo alla finestra – afferma Luigi Greco, consigliere di Scelta Civica – accendendo i riflettori sull’ingovernabilità provocata da questa crisi.
Il senso di responsabilità – continua – è prioritario rispetto a qualsiasi elemento, perché non bisogna dimenticare che in città permane una crisi sistematica delle attività commerciali e delle famiglie, gravate dalle imposte prodotte dal dissesto finanziario». Per Vincenzo Ungaro invece (Forza Italia), «il sindaco Cuomo dovrebbe dimettersi e porre fine ad una politica sempre più improntata ad obiettivi esclusivamente elettoralistici e non risolutiva dei problemi della città».
(Francesco Fusco – Il Mattino)



















