di ALESSANDRA STAIANO – www.metropolisweb.it
Scene choc al processo per l’omicidio di Aldo Vuolo. Renato Cavaliere, imputato con l’accusa di avere materialmente ucciso il pregiudicato il 23 marzo 2009 e già condannato all’ergastolo per l’omicidio del consigliere comunale Gino Tommasino si ferisce volontariamente a un braccio.

Il sangue esce a fiotti, sporcando copiosamente gli arredi della saletta del carcere di Rebibbia, dov’è detenuto al regime di 41 bis, dalla quale stava seguendo l’udienza in videoconferenza. Gesto estremo per richiamare l’attenzione sul suo stato di salute che si sarebbe particolarmente aggravato in cella (Cavaliere risulta da anni affetto da ‘schizofrenia cronica delirante’) oppure “messa in scena” per evitare di essere ritenuto capace di stare in giudizio e, dunque, di potere seguire in modo consapevole le udienze del processo? Il dubbio non è stato sciolto e su di esso, c’è da scommetterci, si consumerà una battaglia legale a colpi di perizie psichiatriche che dovranno testare lo stato di salute dell’esponente del clan D’Alessandro.Quel che è certo è che le scene viste e vissute in diretta al Tribunale di Napoli, sebbene in videoconferenza, sono state particolarmente forti.
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