La preside dell’Istituto Alberghiero di via Annunziatella, ha vietato per Lunedì l’entrata e la frequenza delle lezioni a tutti gli studenti che non hanno completato l’iscrizione. Nella circolare fatta recapitare agli studenti e per conoscenza, ai docenti e al personale Ata, non viene specificato però che l’elemento mancante dell’iscrizione è un versamento di 150 euro, come contributo assicurativo di laboratorio, o meglio il contributo volontario, ricordato agli interessati verbalmente, .. Una richiesta alla quale le famiglie sono insorte in maniera accesa nei pressi dell’Istituto, negli ultimi giorni, tanto da ricorrere all’intervento delle Forze dell’Ordine, per calmare gli animi. Ma nulla è cambiato, la Preside è ferma sulle richieste. A nulla serve ricordarle che lo stesso Ministero ha ribadito più volte che i contributi scolastici sono volontari.In ragione dei principi di obbligatorietà e di gratuità , non è consentito imporre tasse o richiedere contributi obbligatori alle famiglie di qualsiasi genere o natura per l’espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all’assolvimento dell’obbligo scolastico (fotocopie, materiale didattico o altro) fatti salvi i rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie medesime (quali ad es: assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, ecc.). Eventuali contributi per l’arricchimento dell’offerta culturale e formativa degli alunni possono dunque essere versati dalle famiglie solo ed esclusivamente su base volontaria.Tale principio si evince anche nell’’ultima circolare di Lucrezia Stellacci, Capo Dipartimento del Miur, il 7 marzo del 2013. «I contributi scolastici sono volontari nessun istituto può subordinare l’iscrizione degli alunni al preventivo versamento del contributo». Se succede questo «non solo è illegittimo, ma si configura come una grave violazione dei propri doveri d’ufficio». Più esplicito, non si può. E invece, le cose non stanno proprio così. Decine di istituti scolastici tra i quali quello di Castellammare di Stabia, continuano a fare finta di nulla. A volte cambiano il nome del «contributo», ma non la sostanza. E’ possibile segnalare all’Ufficio Scolastico Regionale della Regione Campania, la Scuola che ne fa richiesta impropria. Li dove il contributo volontario venisse pagato, esso è detraibile dalle persone fisiche nella misura del 19%, purché venga conservata ricevuta del versamento e nella causale sia stata specificata la seguente dicitura: erogazione liberale per (almeno una delle seguenti motivazioni) innovazione tecnologica; ampliamento dell’offerta formativa; edilizia scolastica. Spesso le scuole, per evitare di far scoprire alle famiglie che il contributo è volontario, non forniscono questa indicazione. Così il contributo pagato non può essere nemmeno detratto dalle tasse. Quella della preside è dunque un abuso di potere o una lotta al proletariato? Tante sono le famiglie in gravi difficoltà economiche, ma comunque, in maniera dignitosa, mandano i figli a scuola con la prospettiva di un futuro migliore.

