Castellammare di Stabia. Danno e beffa, faccia della stessa medaglia. E triste, tristissimo ritorno. Come se non bastasse la scadenza della prima trance di pagamento della Ta.ri (la tassa rifiuti, da pagare entro il 29 agosto) gli stabiesi (una ventina i casi, su tutta l’area, compreso i Lattari) hanno dovuto ingoiare un’altra amare pillola al rientro dalle vacanze: case e garage svaligiati dai ladri, oltre – chiaramente – la frustrazione del ritorno al lavoro.
Tra carabinieri, polizia e guardia di finanza ci sono state quasi una trentina di denunce. Un dato per nulla confortante, nel senso che rispetto agli anni passati il trend è aumentato soprattutto in aree geografiche meno battute dalle forze dell’ordine, per motivi ormai arcinoti legati alla mancanza di risorse nei mesi in cui le città si svuotano ma il crimine serpeggia sotto silenzio. Si fa per dire. Perché in via Regina Margherita proprio in questi giorni la presunta banda che sta facendo grandi pulizie in città ha fatto in realtà il ‘botto’ con una serie di colpi in alcuni garage, con auto e motorini portati via con tecniche seriali piuttosto preoccupanti. Stesso discorso in periferia, dove dall’inizio di agosto si sono verificati una decina di casi nelle tre arterie più popolose, tra via Napoli e via Annunziatella. I danni? Non gioielli e denaro (visto che sono articoli che chiunque metterebbe al riparo altrove) i ladri hanno fatto il carico di oggetti in oro, argenteria, televisori e altre elettrodomestici di valore.

In centro le cose non sono andate certo meglio, anche se i fenomeni criminali più frequenti sfuggono a questa analisi sugli stabiesi in vacanza e che subiscono strane sorprese al ritorno. In altre zone della città il vero problema riguarda le gang giovanili, la microcriminalità e le rapine, con un aumento sostanziale anche di fenomeni estorsivi come il cosiddetto ‘cavallo di ritorno’ o con veri e propri assalti, come accaduto a Gragnano nei pressi del cimitero, quando una donna in auto è stata avvicinata da due scooter, circondata e rapinata della borsa
Che la situazione fosse preoccupante e che le previsioni delle forze dell’ordine non garantivano certo un periodo di calo lo dicono i precedenti, che si sono verificati questo inverno, facendo dunque presagire la presenza di gruppi organizzati in arrivo anche dalle città limitrofe ad alta intensità criminale come Torre Annunziata o l’area boschese-scafatese. Gli episodi: la bomba esplosa l’11 dicembre in via Cicerone, che fa ancora adesso pensare ad un messaggio della camorra sul versante del racket, poi una sequenza di rapine ai danni dei negozi del centro o in periferia, come la tabaccheria di via Napoli presa d’assalto per ben due volte nel giro di poche settimane da una banda presumibilmente di torresi (come testimoniato dalla vittima, che aveva percepito nel dialetto la provenienza dei rapinatori).
(Rocco Traisci – Metropolis)




















