Castellammare di Stabia. I crolli dei mesi scorsi, le segnalazioni e nuovi incidenti. La cassa armonica, simbolo della città di Castellammare, è ritornata off limits. Questa volta il Comune ha letteralmente transennato il perimetro della struttura, impedendo l’accesso. Questa volta la situazione si presenta ben più grave. La pavimentazione in legno è sempre più fatiscente, rischia di sprofondare. Al momento, però, sembrano non esserci in programma degli interventi da parte del Comune. L’amministrazione si è limitata a transennare la zona, un modo per tutelare la pubblica incolumità. E’ ancora fresco l’episodio di due mesi fa, quando un uomo è rimase intrappolato e risucchiato da una trave fuori posto. Un incidente che non causò gravi danni, ma che aprì un caso, facendo scattare il campanello d’allarme per la sicurezza della cassa armonica. Ovvero il simbolo di Castellammare. Il rischio crollo all’interno della struttura è davvero reale, anche le altre travi si presentano in cattive condizioni. Ben due sono le zone pericolanti e attualmente solo le transenne segnalano la situazione di degrado. Ma il pericolo resta, perchè la struttura è solitamente frequentata da bambini o coppie di sposi intenti a farsi immortalare sotto l’arco della cassa armonica. Dopo l’incidente furono avvertiti subiti i vigili urbani, in servizio in villa comunale. I caschi bianchi del Comune di Castellammare hanno segnalato la situazione di pericolo in più occasioni. Anche altri incidenti pare si siano verificati nei giorni scorsi. Non a caso altre travi risultano ancora fuori posto. Oltre all’allarme sicurezza, resta l’indignazione per un monumento simbolo ridotto nel degrado. Parliamo della cassa armonica tra le più apprezzate d’Europa, «progettata dall’architetto Eugenio Cosenza, fu consegnata il 28 aprile del 1900, dalla ditta F. Minieri di Napoli» scrive lo storico stabiese Pippo D’Angelo. «Distrutta nel 1909 da una libecciata, fu ricostruita dallo stesso architetto che ne abbassò l’altezza, creando in cima uno sfiatatoio e addolcendo le forme. L’opera fu riconsegnata il 4 agosto del 1911».
(Metropolis)





















