Parte da Pimonte, sfocia a Castellammare. E attraversa buona parte del centro cittadino, intercettando scarichi di migliaia di famiglie. Ecco il quartiere senza fogna, che sversa liquami e reflui nel mare antistante la villa comunale. Questo è il rivo Cannetiello, il corso d’acqua passato alle cronache nazionali per il fiume rosso che si è riversato in mare appena giovedì scorso. Per fortuna l’impatto ambientale è stato minimo, trattandosi di semplice colorante e non di vernice. Il tutto perchè il dipendente di un ferramenta di via Nocera ha rotto un grosso barattolo di colorante rosso, l’ha smaltito in un lavello diluendolo con l’acqua ed è finito in mare, colorando tutta la costa stabiese.
Un episodio che ha aperto nuovi scenari e soprattutto mette in evidenza lo scempio in atto: un intero quartiere che sversa liquami domestici in mare. E’ questa l’amara sorpresa, che finora era finita nel dimenticatoio. L’episodio di giovedì scorso ha in pratica riportato alla luce uno scempio in atto ormai da decenni.

E quindi, più di un isolato del centro cittadino sversa liquami in mare. Parliamo delle strade parallele al Corso Vittorio Emanuele, con l’ex palazzo del fascio epicentro dello scempio. Il corso d’acqua attraversa tutto viale delle Puglie, poi costeggia via Michele Esposito, proseguendo per via Denza e via Alvino, fino ad immettersi nella foce in corrispondenza del palazzo del fascio. Gli isolati che sversano direttamente in mare sono: una parte di via Roma, di via Catello Fusco, di via Nocera, via Plinio il Vecchio.
Migliaia di famiglie che, molto probabilmente, sono ignare del fatto che i loro bisogni finiscono direttamente nella acque antistanti la villa comunale. Una vera e propria bomba ecologica. «Solo ora si è focalizzata l’attenzione su questo tema, incolpando una persona onesta che da anni porta avanti la sua attività – spiega il consigliere comunale Luigi Greco- Per sua sfortuna e in via del tutto casuale, un barattolo di colorante è finito in un lavandino. Ma il vero problema è un altro: case private e esercizi commerciali, in questa zona, non sono allacciate al depuratore.
Quindi sversano i propri liquami in mare. Questo i cittadini lo devono sapere». Greco poi lancia una provocazione: «Il Comune ha annunciato che si costituirà parte civile al processo? Allora propongo l’inveso, vale a dire che la cittadinanza si costituisca parte civile contro l’amministrazione per lo scempio degli ultimi decenni. Sono i cittadini ad aver subìto le disattenzioni della politica. Ora basta: la rinascita di questa città deve partire dal risanamento ambientale» conclude Greco.
Fonte: di DANIELE DI MARTINO -www.metropolisweb.it






















