La Sleeve Gastrectomy Laparoscopica (SGL) è un intervento di tipo restrittivo in cui lo stomaco viene tubulizzato. A questo intervento aveva deciso di sottoporsi Angela S. 44 anni di Castellammare di Stabia. I 130 Kg di peso erano diventati troppi e eliminarli con una dieta non era facile da qui la decisione di sottoporsi all’intervento. La donna era stata ricoverata nella nota clinica” Villa Bianca”, al Vomero la settimana scorsa. La tecnica usata per l’operazione è considerata una tra le più innovative in campo medico e viene usata su soggetti obesi e va ad intervenire sulla parte dello stomaco più bassa dove si trova la grelina, l’ormone che stimola l’appettito, asportandone una parte. Un intervento di facile esecuzione, fatto in laparoscopia ma per Angela così non è stato. Lunedì pomeriggio l’intervento. Durante la fase dell’operazione si è verificata però un emorragia, provocata dalla rottura di un vaso arterioso da parte del trocar ovvero lo strumento chirurgico, che viene utilizzato all’interno di una cannula al fine di inserire quest’ultima proprio nei vasi sanguigni, adoperato in quel momento dal chirurgo, nell’ultima parte dell’intervento. La situazione si è complicata e l’equipe medica passa dalla laparoscopia alla laparotomia. Si è aperto l’addome della paziente e con l’uso del cauterio si è cauterizzata la ferita ma la situazione degenera e la donna, ancora intubata ,viene trasferita, in ambulanza, all’ospedale Cardarelli e ricoverata nel reparto di rianimazione. La famiglia è sconvolta e lo stesso direttore sanitario della clinica, il professore Emilio Montemarano, ha consegnato la cartella clinica agli inquirenti aprendo in parallelo due inchieste. Quella interna della struttura per verificare, eventuali, responsabilità sull’operato del chirurgo e quella esterna della Magistratura.




















