Chiara per otto anni e’ stata tenuta segregata in un appartamento ubicato al Vomero, da chi 36 anni fa la mise al mondo. Nessuno dei condomini, secondo i loro racconti, hanno mai sentito urla o movimenti che provenissero da quel appartamento ma notavano, sporadicamente, la mamma con buste contenente probabilmente alimenti che si recava sul posto e non si sono mai chiesti per chi erano quegli alimenti, che fine aveva fatto la figlia, visto che la signora in questione ovvero la mamma di Chiara ormai da anni viveva con la sorella in un altra parte della città. L’omertà dietro la quale si nascondono le persone in molti casi va ad alimentare male a chi già di male vive, bastava una telefonata anonima e tutto poteva risolversi molto prima perché è stato  tutto il sistema che girava intorno a Chiara a far passare otto anni per liberarla dalla segregazione  grazie alla segnalazione di un parente  . Come poteva il portiere non notare la mamma, il mal odore che usciva dall’appartamento, pieno di immondizia al momento del ritrovamento della ragazza, non essere avvertito dai condomini e ignorare sicuramente passi o movimenti di tutto ciò che era presente in casa, da chi abitava sotto l’appartamento della ragazza o a quello affianco e potremmo scrivere tante altre supposizioni ma non basterebbe a giustificare il tutto. La cosa che colpisce ancor di più è il fatto che la mamma di Chiara è un insegnante di Liceo in pensione, (attualmente agli arresti domiciliari) allora  io da donna e da mamma mi chiedo cosa posso aver insegnato sopratutto  moralmente questa donna anzi questa femmina ai suoi alunni?. Chiara é attualmente ricoverata all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli pesa 40 anni e il suo fisico ma sopratutto la sua mente dovranno faticare molto per riprendersi ma noi le facciamo i più immensi auguri per un futuro ricco di tutto ciò che fino ad ora le è stato negato.

M.A.