Paesi Vesuviani – Nuovo episodio di violenza sulle strade vesuviane: una donna è rimasta ferita dopo che un sasso ha colpito la sua auto in corsa lungo la Statale 162 dir, all’altezza dell’uscita Paesi Vesuviani. Il sasso, lanciato da ignoti dalla carreggiata opposta, ha infranto il parabrezza colpendo la conducente, che è stata trasportata in ospedale. Le sue condizioni, fortunatamente, non sarebbero gravi.
«Siamo stati vittime di un tentato omicidio. Un sasso da 800 grammi ha sfondato il parabrezza. Ho temuto il peggio, pensavo che mia moglie potesse morire. Il nostro sabato sera si stava trasformando in una tragedia», ha raccontato con la voce rotta dalla paura l’uomo.

Ma questo non è un caso isolato. Da giorni si moltiplicano le segnalazioni di episodi simili, tutti lungo la SS268, nel tratto compreso tra Sant’Anastasia e Pomigliano d’Arco, in particolare sotto i cavalcavia. Parabrezza sfondati, fanali frantumati, carrozzerie ammaccate: i danni materiali sono ingenti, ma ciò che preoccupa di più è l’escalation di pericolo per la vita delle persone. «Abbiamo visto la morte con gli occhi» – racconta un dipendente Eav, vittima di un lancio mentre si recava a lavoro a Poggiomarino – «Ho una bimba di 7 mesi. Un sasso ha mancato il parabrezza per pochi centimetri. Sono riuscito a schivarlo, ma ho rischiato grosso». Un altro automobilista riferisce: «Ero in macchina con la mia fidanzata quando un mattone ha colpito il cofano. Se fosse finito un po’ più a destra, avrebbe centrato il vetro lato guida».
Altri episodi analoghi sono stati registrati sabato, subito dopo mezzanotte, nei pressi del distributore Star Oil, e ancora il 3 maggio intorno alle 23:30, nei pressi dell’ingresso alla SS268 in direzione Pomigliano d’Arco. Cresce la paura tra i cittadini che percorrono quotidianamente quella tratta. «È diventato un incubo. Ogni giorno ho il timore che possa succedere di nuovo, a me o a chi amo», scrive un utente.
A portare l’intera vicenda alla luce è stato il deputato Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi-Sinistra), che da giorni riceve segnalazioni corredate da foto, video e testimonianze dirette. «Tutte le denunce vengono immediatamente girate alle forze dell’ordine» – afferma Borrelli – «Crediamo che si tratti di gruppi distinti di rapinatori che colpiscono con lo stesso metodo, ma non escludiamo che il fenomeno sia ancora più esteso e radicato. Sono episodi che probabilmente vanno avanti da anni, ma che solo oggi emergono grazie al passaparola sui social».
Secondo alcuni cittadini di Pollena Trocchia, i responsabili sarebbero individui che si spostano su una Opel Astra. L’ipotesi è che, provocando danni ai veicoli in corsa, costringano gli automobilisti a fermarsi per poi rapinarli. «Il pattugliamento in zona è un primo passo, ma serve molto di più. Bisogna installare videocamere, indagare sui veicoli sospetti e fermare questi criminali prima che ci scappi il morto», è l’allarme lanciato da Borrelli.
Nelle ultime ore qualcosa sembra essersi mosso: più pattuglie in zona e primi riscontri di presenza delle forze dell’ordine, come confermato da un automobilista: «Questa sera ho visto pattugliamenti attivi. Dopo nuovi lanci, gli agenti hanno prestato immediato soccorso agli automobilisti colpiti».
La speranza ora è che si arrivi presto all’identificazione dei responsabili e alla messa in sicurezza di un’arteria vitale per migliaia di cittadini. La statale del Vesuvio non può diventare teatro di agguati.

