“Se sei un vogatore perché non pensare di vincere un giorno un mondiale o un’olimpiade?”Cit: Dr La Mura
…iniziamo con questa citazione, la nostra breve ma intensa intervista con Amarante Catello, campione olimpionico di canottaggio e attuale tecnico, insieme al simbolo del canottaggio stabiese, il pluri campione olimpionico Abbagnale Giuseppe, del Circolo Nautico Stabia sezione canottaggio.

> “Siamo qui da circa un mese” – ci racconta Amarante – “dopo un cambio di staff tecnico, e abbiamo le idee ben chiare: far rinascere il Circolo Nautico Stabia, sotto ogni profilo, sia sportivo che educativo.I risultati conseguiti in questo breve periodo ci fanno ben sperare.
Proprio domenica, allo Stadio del Remo di Lago Patria, si è disputata la seconda regata regionale della Campania, dove i nostri atleti hanno conquistato otto podi, dandoci la convinzione che siamo sulla buona strada.Ma questi primi successi non ci devono far abbassare la guardia.
Il nostro percorso, appena iniziato, ha bisogno ancora di tanto impegno e preparazione.Oggi abbiamo già riposto le medaglie, perché una nuova e più difficile sfida ci attende questo prossimo fine settimana quando parteciperemo al Meeting Nazionale presso il Lago Paola a Sabaudia, dove ci scontreremo con più di 900 atleti provenienti da tutta Italia, e dove più che mai dovremo mettere in campo tutta la nostra determinazione per fronteggiare un avversario che ha una preparazione superiore alla nostra, consapevoli che non sarà facile conseguire successi ma che ci servirà per metterci alla prova e capire che dietro ogni vittoria ci sono ore estenuanti di allenamento, una formazione fisica e mentale che non conosce pause ma costante sacrificio e abnegazione.
Ma questi giovani canottieri, tra i 14 e i 17 anni, dal primo giorno hanno dimostrato di amare il canottaggio, condividendo appieno il nostro obiettivo, con determinazione, tenacia, spirito di sacrificio e tanta, tanta passione.La vita di un canottiere è fatta di sacrifici e tante rinunce: la sveglia all’alba per essere tutti pronti in barca per le 6:00, dopo due ore di allenamento in mare correre a scuola per poi ritrovarsi nuovamente di pomeriggio al circolo per un nuovo allenamento.
E questo per 360 giorni all’anno, mettendo in secondo piano quelle che sono le consuetudini di un qualunque ragazzo di questa età, ma che è motivato dalla passione che riesce a superare ogni fatica.”
> “Io personalmente – continua Amarante – faccio leva su un principio imprescindibile: essere, allenarsi, sacrificarsi come squadra, dove la vittoria di uno rappresenta la vittoria di tutti, e da questi giovani sto ricevendo la spinta giusta ad andare avanti, remata dopo remata, per conquistare quel sogno che tutti meritano.”
Questi giovanissimi canottieri – Alfonso Amatruda, Giovanni Buonocore, Carlo Cavallaro, Marco D’Apice, Francesco De Meo, Alessandro Macera, Andrea Passaro, Antonio Rapicano, Giuseppe Somma, Antonio Todisco – sono semplicemente i ragazzi di Giuseppe Abbagnale e Catello Amarante, a cui hanno restituito un sogno:
> “Se sei un vogatore perché non pensare di vincere un giorno un mondiale o un’olimpiade?”
Prima di concludere l’intervista, Amarante ci consegna quello che per i canottieri stabiesi rappresenta un vero mantra, che recita così:
> “Puoi contare su di me, soffriremo insieme, suderemo insieme, supereremo mille difficoltà insieme e quando saremo in barca, lì, in quel mare, io ti guarderò le spalle pronto a sostenerti, perché noi siamo canottieri, Amico Mio.”

