Si è spento Luigi Necco, il giornalista che diede “fastidio” alla camorra

Il mondo del giornalismo piange la scomparsa del napoletano Luigi Necco: classe 1934 avrebbe compiuto 84 anni il prossimo 8 Maggio. Studi all’Università l’Orientale di Napoli, il giornalista con la passione per l’archeologia che lo porterà tra il 1993- 1997 a condurre una rubrica dal titolo “L’occhio del Faraone”, raggiunge l’apice della popolarietà con la trasmissione sportiva “90°  Minuto”. Un cronista gentiluomo, senza troppi superlativi attraverso le parole ha fatto vivere agli ascoltatori emozioni in un’epoca dove gli anticipi e i postici delle partite si vivevano con auspici conditi da un pizzico di fantasia, prima dell’avvento delle esclusive in Tv; l’anteprima negli spogliatoi; l’HD; gli sponsor come lucro ben in vista. Il 22 giugno 1986 nei quarti di finale della Coppa del Mondo FIFA  tra l’Argentina e l’Inghilterra allo Stadio Azteca di Città del Messico “Il re di Napoli” Maradona segnò un goal con la mano all’Inghilterra: Luigi Necco commentò “La mano de Dios o la cabeza de Maradona” (La mano di Dio o la testa di Maradona); Maradona gli rispose “Las dos” (Tutt’e due): venne per questo intervistato da numerose TV sudamericane. La sua voce, dal tono calmo e asciutto, infastidì le orecchie di Vincenzo Casillo detto ‘O Nirone, luogotenente del camorrista Raffaele Cutolo quando, nel corso della trasmissione “Nord chiama Sud”, il giornalista parlò della medaglia consegnata al boss reggente della Nuova Camorra Organizzata dal calciatore brasialiano Juary nel corso di un udienza nel tribunale di Avellino nell’ottobre del 1980, alla quale era presente anche Antonio Sibilia presidente dell’Avellino. Durante una pausa saluta il boss con tre baci sulla guancia e gli consegna, tramite Juary, il riconoscimento d’oro con dedica «A Raffaele Cutolo dall’Avellino calcio». Giustificherà il suo omaggio con queste parole: “Cutolo è un supertifoso dell’Avellino; il dono della medaglia non è una mia iniziativa, è una decisione adottata dal consiglio di amministrazione”. Necco fu gambizzato all’esterno di un ristorante del capoluogo campano da tre sicari mandati da “O Nirone”. Luigi si

è spento all’ospedale Cardarelli di Napoli per una  grave insufficienza respiratoria. Lascia di sè il ricordo di un uomo dal viso sempre allegro e l’eco di una voce che risuonerà sempre nello stadio San Paolo dove coniò la frase “Milano chiama, Napoli risponde”.

 

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