Analizzare le dichiarazioni rese durante gli interrogatori, in particolare dai ragazzini parti offese, e relazionare gli inquirenti sull’eventuale presenza di discrasie: è l’incarico affidato a due consulenti – uno psichiatra infantile e uno psicoanalista – dalla Procura di Torre Annunziata che indaga sulle presunte violenze sessuali compiute da una professoressa su alcuni alunni di una scuola scuola media del rione Scanzano di Castellammare di Stabia (Napoli) dove la docente ricopriva l’incarico di insegnante di sostegno.Il termine della consegna della relazione è fissato in 90 giorni e quindi l’incidente probatorio, in mancanza di novità, dovrebbe concludersi a luglio. Nei giorni scorsi gli investigatori hanno ascoltato i sette ragazzini coinvolti nella vicenda e alcuni hanno riferito di condizionamenti su cui adesso si sta concentrando, tra l’altro, l’attenzione degli inquirenti.
Gli abusi che hanno portato all’arresto della docente, di 37 anni, residente in Penisola Sorrentina, lo scorso gennaio, sono stati confermati dal gruppo di alunni, davanti al gip Luisa Crasta. Violenze sessuali, visioni di film porno, proiettati all’interno dell’aula di scienza, chiamata la “ saletta“, avevano un seguito sui cellulari dei ragazzini.

Assistiti dall’avvocato penalista Antonio de Martino – gli alunni avrebbero inoltre, confermato di avere visto filmati a sfondo pornografico a turno (a gruppi di due o tre).Tra i piccoli allievi ascoltati nell’ambito dell’incidente probatorio per i presunti fatti avvenuti nella Scuola Media Salvati del rione Scanzano, c’è anche colui il quale ha raccontato di essere stato costretto a subire abusi dalla professoressa all’interno dei locali dove sarebbero avvenuti gli incontri.
Locali definiti poi, appunto, “saletta“, nome dal quale sarebbe sorto un gruppo di messaggeria composto dalla stessa docente e dai ragazzini una volta che i locali utilizzati a scuola sarebbero stati interdetti.

