Falsi diplomi per lavorare a scuola, 39 persone denunciate: 8 tra Sarno, Nocera, Mercato San Severino, Roccapiemonte e Salerno

Erano stati assunti a tempo determinato in diverse scuole dimostrando, con i propri titoli, di avere qualità intellettuali ed esperienze lavorative di rispetto. Ma, alcune anomalie riscontrate per alcune posizioni lavorative, hanno indotto gli stessi istituti scolastici a segnalare le irregolarità sia al Provveditorato e sia alla guardia di finanza. L’indagine, nata a Cividale del Friuli in provincia di Udine, si è poi allargata in tutta Italia portando alla denuncia 39 persone per false attestazioni e danni erariali. I contratti di lavoro, ottenuti falsificando i titoli, sono stati ottenuti dagli indagati nel periodo compreso tra il 2018 e il 2022 causando, secondo i calcoli dei finanzieri un danno economico di almeno due milioni di euro. Per alcuni il diploma era stato conseguito in istituti scolastici fuori regione con il massimo dei voti.

In particolare, nel Salernitano, a Nocera Inferiore, Agropoli e Castellabate. Mentre i titoli di servizio erano stati maturati lavorando in improbabili scuole paritarie. De i 39 indagati otto sono della provincia di Salerno e, precisamente, due del capoluogo, due di Nocera, gli altri di Mercato San Severino, Roccapiemonte, Sarno e Pagani.

L’operazione è stata chiamata in codice “DiplomATA”. I 39 indagati sono ritenuti responsabili di aver falsamente attestato il possesso di titoli culturali, professionali o di servizio per ottenere, appunto, l’assunzione con contratti a tempo determinato scavalcando, di fatto, chi invece aveva conseguito quelle abilitazioni regolarmente. Le indagini hanno dimostrato che numerosi istituti scolastici hanno assunto le persone denunciate sulla base della loro posizione nella graduatoria correlata agli ultimi bandi per personale Ata.

La graduatoria, formata attraverso i punteggi attribuiti ai titoli di studio e di servizio, sarebbero così state interamente falsate. Ai primi posti della stessa, infatti, si sono sempre posizionati i candidati che attestavano di aver conseguito diplomi di qualifica professionale con votazione di 100 centesimi, oltre al possesso di esperienze lavorative. Per alcuni di questi, è emerso che il diploma era stato conseguito presso istituti scolastici fuori regione – molti appunto nel Salernitano – con il massimo dei voti, mentre i titoli di servizio erano stati maturati lavorando in improbabili scuole paritarie.

La presenza di tali anomalie ha indotto i finanzieri della Compagnia di Cividale del Friuli a svolgere, con la collaborazione dell’Ufficio scolastico regionale e provinciale, approfondimenti sulla “carriera” scolastica di diversi lavoratori, accertando gravi irregolarità. LE IRREGOLARITÀ Per 15 delle persone assunte, i diplomi falsi risultavano essere riconducibili a quattro istituti scolastici campani, tre appunto nel Salernitano, ma il modus operandi era lo stesso: rilasciavano su richiesta dell’interessato e dietro il pagamento di una presunta «retta», pergamene o certificati di diplomi illegittimi o mai realmente conseguiti.

Nel corso delle indagini i finanzieri si sono anche accorti che il numero progressivo identificativo di tre diplomi rilasciati da uno dei tre istituti paritari della provincia di Salerno era fittizio perché già associato ai diplomi di altri studenti. In più, una persona è stata assunta a tempo determinato sulla base di un diploma di licenza media mai conseguito. Sentiti tutti, 30 dipendenti Ata hanno ammesso il possesso di titoli di servizio falsi, attestando di aver lavorato presso alcuni istituti scolastici paritari. Ma, andando a fondo, erano false anche le esperienze lavorative in quanto non risultavano stipendi o contributi Inps.

In alcuni casi, gli istituti scolastici paritari avevano comunicato l’avvio del rapporto di lavoro ex post, a ridosso del termine per presentare la domanda di inserimento nelle graduatorie. Dai successivi accertamenti è emerso che, senza i punteggi legati ai falsi diplomi e ai titoli di servizio, la quasi totalità dei candidati oggetto di indagine non avrebbe mai ottenuto i contratti di lavoro assegnati.

“Avanti così, sì alla legalità, no ai diplomifici. L’operazione della Guardia di Finanza va nella stessa direzione delle misure che stiamo adottando come Ministero per evitare il formarsi di sacche di illegalità nella scuola». Così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara commenta la notizia. «Intanto – aggiunge -, sulla specifica vicenda, abbiamo dato indicazioni perché siano intensificati i controlli da parte dei dirigenti scolastici sui titoli indicati dal personale ai fini della formazione delle graduatorie. Nella scuola non può esservi illegalità».

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