Castellammare, che spreco l’acqua ferrata finisce in mare

La pregiatissima acqua minerale finisce direttamente in mare .  La sorgente è così abbondante che salta anche un tombino

La forza dell’acqua ha scoperchiato un tombino. E a piazza Fontana Grande, a ridosso del porto di Castellammare di Stabia, nel cuore del centro antico, la fuoriuscita di acqua minerale ha segnato in rosso la pavimentazione bicolore della piazza. Perché là, dove oggi la nuova pavimentazione ha restituito nel 2008 un’area degradata alla fruizione pubblica, tra fine ottocento e inizi novecento c’era uno stabilimento di bagni termali, alimentati appunto dall’acqua ferrata del mulino, ricca di elementi ferrosi che provocano la coloritura della superficie sulla quale scorre l’acqua. Una delle 28 sorgenti minerali che hanno reso celebre Castellammare come città delle acque, e che però via via, per errori nella captazione e assoluta mancanza di tutela ambientale, rischiano seriamente di sparire. Un flusso enorme di pregiatissima acqua minerale che finisce direttamente a mare attraverso le fogne. Un’assurdità.

L’acqua ferrata che fuoriesce dal tombino davanti alla chiesa dello Spirito Santo è presumibilmente la stessa che alimentava l’antico mulino che sorgeva in quel luogo, una volta proprietà della Certosa di San Giacomo di Capri e nel 1816 acquistato da privati. L’edificio fu utilizzato più volte, finché nel 1867 divenne proprietario dei molini Alessandro Cascone che pensò di riconvertire la struttura creando un impianto termale che sfruttava la sorgente di acqua ferrata. Questo stabilimento continuò la sua attività fino al 1962 quando il progressivo venir meno della sorgente dell’acqua ferrata portò all’interruzione dell’attività dello stabilimento, che negli anni successivi fu del tutto chiuso. Andato progressivamente in rovina e ulteriormente danneggiato dal sisma del 1980, il rudere del palazzo fu abbattuto nel 1982. Da allora degrado e sporcizia, fino ai lavori di riqualificazione della piazza del 2008. L’area di Fontana Grande è stata da sempre oggetto di interventi di manutenzione e regimentazione delle acque termali: nel corso dei decenni il Comune è più volte intervenuto, proprio perché la presenza di sorgenti  –  come accade in questi giorni  –  ha sempre provocato fuoriuscita di acque, soprattutto nei periodi di piena.

Non a caso in questi giorni il Comune di Castellammare ha pubblicato un bando di gara per l’esecuzione di lavori urgenti di manutenzione straordinaria finalizzati alla messa in sicurezza delle fonti del complesso di Terme di Stabia.

La spesa di euro 669.200 per realizzare gli interventi manutentivi è stata interamente finanziata dal contributo straordinario che la regione Campania ha assegnato al comune di Castellammare di Stabia. L’ufficio tecnico comunale, con l’ausilio dell’ex ufficio tecnico della società Terme di Stabia, ha redatto in tempi brevissimi il progetto di manutenzione straordinaria poi approvato dalla giunta comunale lo scorso 17 marzo. L’intervento prevede la completa sistemazione delle fonti termali Vanacore e Stabiane all’interno dello stabilimento di piazza Amendola, che presentano problemi di affioramento e di smaltimento.

FONTE :la repubblica di Napoli

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2014/03/24/news/castellammare_che_spreco_l_acqua_ferrata_finisce_a_mare-81743474/

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