La lesione del legamento crociato anteriore nel calcio

 

Cause, sintomi e trattamento. Il Dott. Riccardo Ciatti spiega: “La lesione può avvenire quando il ginocchio è sottoposto ad una rotazione forzata o violenta iperestensione”

 

 

Dott. Ciatti, cosa si intende per lesione del legamento crociato anteriore?

“Una lesione del LCA è la rottura traumatica di tutte o di parte delle fibre che compongono il legamento, si parla quindi rispettivamente di lesione completa o parziale. Esistono anche lesioni non traumatiche del legamento ( ad esempio cisti, lesioni degenerative ecc.) ma queste sono piuttosto rare. In genere, per lesione intendiamo quella traumatica, cioè la rottura, che implica un’instabilità articolare, ovvero una facile tendenza a distorsioni per traumi anche banali. Ciò limita la possibilità di eseguire attività sportive che implicano scatti, cambi di direzione repentini o ricadute da salti”.

 

Come mai i calciatori sono così esposti al rischio di lesione del LCA?

“I movimenti con cui si può verificare di rottura dell’LCA sono prevalentemente quelli che chiamiamo flesso-valgo-rotazione esterna e flesso-varo-rotazione interna. Molto frequenti nel calcio, si hanno quando con lo scarpino fisso al terreno si effettuano torsioni in un senso o nell’altro del ginocchio, a ginocchio piegato. Quando la forza del movimento supera la resistenza del legamento, si ha la rottura dello stesso, isolata o associata a lesione di altre strutture capsulo-legamentose come ad esempio i menischi o i legamenti collaterali”.

 

 

 

Come si interviene in caso di rottura del legamento crociato anteriore?

“La sintomatologia acuta è in genere rappresentata da gonfiore e rigidità antalgica, per cui è fondamentale nella fase iniziale recuperare il movimento articolare e permettere il riassorbimento dell’ematoma: se quest’ultimo è particolarmente esteso e provoca dolore da tensione, si può eseguire un’artrocentesi (aspirazione con ago). Se il dolore è elevato, o esistono lesioni associate, ad esempio dei legamenti collaterali, può essere utile una temporanea immobilizzazione a scopo antalgico con un tutore, anche per evitare stress eccessivi sulle strutture lesionate. Può essere utile qualche giorno di scarico e di deambulazione con due bastoni canadesi se vi sono segni clinici o di risonanza magnetica di contusione ossea profonda. Terapia antinfiammatoria, antidolorifica e antitrombotica sono consigliate nei primi giorni. Risolta la fase acuta del dolore e del versamento, fondamentale è la precoce mobilizzazione per evitare rigidità sia in flessione che in estensione. A questo punto, appena il dolore è passato e il ginocchio ha riacquistato una discreta mobilità, è possibile eseguire l’intervento. In caso di pazienti giovani e sportivi, o anche meno giovani ma che lamentano instabilità, l’indicazione è la ricostruzione del legamento che si effettua con un intervento in artroscopia, cioè osservando dall’interno tramite due o tre piccole incisioni le strutture del ginocchio con una telecamera collegata ad un’ottica e una fonte luce che inviano le immagini su un monitor. Al posto del legamento rotto, che viene rimosso, si utilizza un trapianto prelevato dallo stesso ginocchio del paziente ( il terzo centrale del tendine rotuleo o i tendini dei muscoli gracile e semitendinoso) che viene inserito nella posizione originariamente occupata dal legamento lesionato e bloccato con dei piccoli mezzi di sintesi in titanio o riassorbibili”.

Fonte villa stuart

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